Amazon: un colosso tra cielo e terra

Amazon: un colosso tra cielo e terra

E’ di pochi anni fa la decisione di Amazon di rinnovare il proprio quartier generale di Seattle, facendone qualcosa di epocale. Molti lo definivano ‘futuristico’; e Jeff Bezos non ha tradito le aspettative del pubblico, creando un campus verticale da 4 miliardi di dollari in cui, oltre ai 40mila dipendenti, c’è posto anche per tre serre sferiche da 6mila metri quadrati contenenti piante carnivore – dove i dipendenti ‘possono ritrovare loro stessi dopo una giornata di lavoro’- e ben 33 aree di svago per i cani degli stessi dipendenti – per mantenere vivo il ricordo di Rufus, mascotte della compagnia deceduto nel 2009.

La notizia di queste settimane dell’intenzione di Bezos di aprire un ‘doppione’ della sede di Seattle in un’altra zona degli Stati Uniti non avrebbe nulla di speciale, in realtà, se solo la stessa Amazon non avesse emanato un bando per attrarre a sé le aree metropolitane più preparate ad accoglierla; in campo di marketing territoriale, questa è una novità assoluta, che porterebbe a ribaltare anche le più banali convezioni di marketing. Infatti, quello che da sempre siamo abituati a vedere, e vivere, è la competizione tra aree geografiche, regioni e distretti industriali diversi al fine di aumentare il proprio appeal e farsi notare dai big della Silicon Valley; assistere invece all’emissione di un vero e proprio bando da parte di uno di questi non è mai capitato, e potrebbe essere l’inizio di una nuova era per il marketing.

I requisiti richiesti dal bando sono categorici e decisamente esclusivi: la ricerca di Amazon si rivolgerà agli Stati Uniti e al Canada, preferendo le aree urbane con più di 1 milione di abitanti; fondamentali saranno un aeroporto a una distanza di tempo massima di 45 minuti dal centro, per facilitare gli spostamenti e, punto fermo della Silicon Valley, un buon sistema universitario. Elevato peso, nella scelta di Bezos, lo avranno i bonus e gli investimenti che tali aree saranno disposte ad offrire per assicurarsi il nuovo quartier generale. Il motivo per cui la concorrenza sia già a livelli estremi è sicuramente da ricercare nei numeri che approderanno con Amazon: chi vincerà si porterà a casa 50mila posti di lavoro e investimenti per 5 miliardi di dollari, un tesoretto decisamente sostanzioso. Se si pensa al fatto che Amazon, nella sola Seattle, si estende per 730mila metri quadrati, occupando quasi un quinto dell’intera città, si capisce bene come il dominio su terra del Re dell’e-commerce sia assoluto e incontrastato.

Quello che Bezos sta progettando, oltre a ulteriori estensioni orizzontali in altri Paesi, è uno sviluppo logistico verticale, per aria, come nessuno ha ancora osato fare (e nemmeno pensare). Dave Clark, guru e capo della logistica della compagnia, ha brevettato l’idea di una base sospesa a 14mila metri da terra -una sorta di magazzino volante– che permetta, da una parte, agli utenti di ottenere i prodotti acquistati in un tempo molto breve, e, dall’altra, alla stessa Amazon di aumentare ancora il vantaggio competitivo rispetto a potenziali concorrenti. Nello specifico, il processo di distribuzione vede come primo step il magazzino di terra, da cui partono continuamente navette per rifornire quello sospeso per aria; quest’ultimo agisce come un enorme contenitore da cui i droni attingono per trasportare, infine, al cliente ultimo quanto ha comprato.

In sole tre mosse quindi Amazon staglia di fronte ai suoi concorrenti delle barriere all’entrata che già solo pensare di superare è qualcosa ai limiti del possibile. Insomma, questa azienda statunitense di commercio elettronico sta rivoluzionando qualsiasi tipo di istituzione nel campo del marketing, della logistica e del business in generale, e il susseguirsi degli eventi gli sta dando ragione. Qualcuno ha ancora qualche dubbio sulla grandezza del colosso di Seattle?

Daniele Dossi – Tesoriere – Area Commerciale