5G: ecco il futuro delle connessioni mobili

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Il 5G è la rete di nuova generazione che andrà a sostituire l’attuale 4G LTE. Questo aggiornamento non riguarderà soltanto la velocità di connessione, ma rappresenterà un completo salto generazionale.

La nuova rete infatti, non raggiungerà soltanto picchi impensabili per le connessioni attuali: 20 Gbps contro i 4 Gbps dell’attuale 4G. Si tratta anche di una connessione nuova e in grado di erogare connettività a distanze più elevate, senza diminuire il livello di qualità ed efficienza. Il 5G è inoltre candidato a diventare una rete sul quale costruire un’ intera infrastruttura, che comprende i computer di casa, gli elettrodomestici, gli smartphone e perfino le smart cities. 

Le frequenze in Italia sono già state spartite nei 3 blocchi di frequenze (700MHz, 3.700Mhz, 26GHz) tra le 4 compagnie telefoniche principali (TIM, Vodafone, Wind Tre e Iliad). La copertura è però ancora estremamente limitata e l’installazione nel nostro paese procederà a rilento.

La tecnologia 5G, infatti, viene trasmessa attraverso onde radio che possiedono un potere penetrativo molto basso e vengono facilmente ostacolate dagli edifici e dalla vegetazione. Questo fa si che le colonnine necessarie per avere una completa copertura siano nettamente superiori a quelle attualmente installate per la copertura in 4G LTE. Si stima una copertura nel 2025 del 31% per il mercato europeo, del 49% per quello USA e del 25% per quello cinese, per un totale del 14% a livello globale.  La tecnologia 4G, è dunque destinata almeno per il momento a restare ancora prevalente. 

 

Le applicazioni del 5G

La vera rivoluzione è rappresentata da tutti i vantaggi che la velocità del 5g porta con sè. Lo streaming sarà ad esempio esponenzialmente più veloce grazie all’aumentata banda in upload. La bassa latenza invece, tempo che intercorre dall’invio alla ricezione, renderà possibili campi come il cloud gaming, le videoconferenze in tempo reale e la telemedicina. Quest’ultima renderà poi la tecnologia 5G preferibile alle connessioni cablate come ADSL e in alcuni casi addirittura alla fibra. Anche altri servizi come lo streaming televisivo, la guida autonoma (campo critico nel quale il 5G potrà aiutare a creare una rete interconnessa tra le varie automobili), la realtà aumentata e quella virtuale e l’Internet delle Cose potranno essere potenziati.

Nonostante la copertura possa sembrare relativamente bassa, il 5G è quindi destinato a rivoluzionare e ad aprire nuovi scenari per diversi settori. Ma la connessione può anche diventare un interessante fattore aggiuntivo per quanto riguarda il marketing,  La realtà aumentata, così come quella virtuale, sono infatti tecnologie sempre più vicine. Oggi siamo già in grado di utilizzare filtri, come quelli su Instagram e Snapchat, per provare su di noi prodotti come occhiali o rossetti.

Immaginatevi, però, di essere in grado di visualizzare interi capi di abbigliamento sul proprio corpo o di arredare completamente una stanza con il solo uso di un cellulare e della realtà aumentata. Molti brand, come IKEA, stanno già sperimentando questa tecnologia per permetterci di proiettare i prodotti del loro catalogo proprio nei nostri spazi di casa. Non c’è un limite concreto o un miglioramento definito nel campo della comunicazione e del marketing. Il 5G è più un potente strumento che non è destinato a cambiare come facciamo marketing, ma piuttosto a migliorarlo. Tutto dipende da come verrà sfruttata questa tecnologia.

Il 5G può essere pericoloso per la salute?

Il dubbio è lecito. Con la a necessità di una copertura capillare per quanto riguarda i 5G, la domanda riguardo all’inquinamento elettromagnetico sorge spontanea. Soprattutto in Italia dove vige una delle regolamentazioni tra le più severe d’Europa. Se da una parte però questo tuteli la salute del cittadino, dall’altra rappresenta un ostacolo allo sviluppo.

Navigando su internet, specialmente sui social, non è raro imbattersi in post o articoli riguardanti la pericolosità di questa nuova tecnologia. C’è chi dice che provochi il cancro e c’è chi afferma che per realizzarla dovranno essere rasi al suolo centinaia di alberi con i relativi pericoli per la fauna e l’ambiente. La maggior parte di questi articoli afferma di fare riferimento a importanti studi internazionali svolti da comitati di scienziati, ma basta addentrarsi un minimo nell’articolo per notare la mancanza di riferimenti o fonti ufficiali degli studi.

Insomma, c’è tanto allarmismo sui social, ma poco materiale scientifico che ci permette di giustificare questa paura, a primo impatto, giustificabile. Siamo comunque davanti ad una tecnologia relativamente nuova. La domanda che sorge è spontanea e attende risposta: esistono rischi concreti collegati al 5G?

 Non esistono evidenze scientifiche per dire che le reti 5G siano dannose, ma rientrando nel campo delle radiazioni non ionizzanti si può ipotizzare che non siano dannose per gli uomini. Tale esito è confermato da studi, test di laboratorio e decenni di radio, televisione e altri sistemi di comunicazione che sfruttano tecnologie simili.

Come viene utilizzato oggi il 5G

Per confermare la poca pericolosità del 5G è bene menzionare l’utilizzo odierno di questa connessione. Alcune frequenze in uso dal 5G, ad esempio, sono già utilizzate in Italia e nel mondo da ormai decenni. Uno dei motivi per i quali tra il 2021 e il 2022 ci sarà un aggiornamento al nuovo standard TV per i digitali terrestri è proorio quello di liberare queste frequenze, attualmente in uso nell’ambito televisivo, per poterle utilizzare per il 5G. Ovviamente esistono dei limiti di sicurezza che è meglio non oltrepassare, ma spesso si sfocia nel soggettivo. Va infine valutato come per tutte le cose anche l’uso e il grado di esposizione. È infatti solo l’uso attento che ci permette di sfruttarle senza arrecare o arrecarci danni

Non c’è quindi bisogno di allarmarsi e non si verificherà uno scenario apocalittico tra pochi anni a causa delle radiazioni del 5G, come qualche fake news vuole farci credere. Lasciate il telefono sul comodino (senza tenerlo sotto il cuscino) e dormite sonni tranquilli

Gianmarco Rengucci – Area Comunicazione