Algoritmo di Instagram: miglioramento dell’esperienza di utilizzo o tecnica di guadagno?

Algoritmo di Instagram: miglioramento dell’esperienza di utilizzo o tecnica di guadagno?

Amanti di instagram a rapporto! E’ tempo di affrontare uno dei temi più dibattuti del momento in fatto di social network: il nuovo algoritmo di IG.

Su una cosa non ci sono dubbi: Instagram è il social network del momento. Se non sei su instagram, “non esisti”. Un po’ come su facebook qualche anno fa.
Negli ultimi anni il social network ha guadagnato centinaia di migliaia di utenti arrivando a raggiungere la quota del miliardo nel giugno 2018. Tra di essi ritroviamo in particolare i giovani, che hanno abbandonato l’ormai obsoleto facebook per il “social delle immagini”.

Come vi sarete tutti accorti però, ormai da alcuni mesi, Instagram è cambiato.
Il 22 marzo del 2017 il social network più in voga del momento ha compiuto dei passi avanti, o forse indietro, introducendo cambiamenti non poco radicali. Lo stesso è stato fatto nuovamente poco tempo dopo, nel gennaio del 2018.
Con il crescere del numero dei suoi utenti, infatti, Instagram ha modificato il suo algoritmo, ossia il “calcolo” che regola la visualizzazione dei post sui nostri profili. Il nostro feed ad oggi appare quindi organizzato secondo un ordine di rilevanza dei contenuti, e non più secondo un ordine prettamente cronologico.

Questa novità, molto simile a quella introdotta su facebook qualche anno fa, ha causato non poche critiche. Per molti utenti, soprattutto per coloro che utilizzano il social network per lavoro, l’introduzione di questo nuovo calcolo ha portato a un vero e proprio crollo delle visualizzazioni. In realtà, nonostante le lamentele dei suoi utenti, il social network stesso ha dichiarato di aver modificato l’algoritmo al solo scopo di migliorare il feed di ogni utente, personalizzandolo in base ai suoi interessi.

Ma come funziona questo algoritmo?

E’ una questione alquanto complicata, e anche lo stesso social network per qualche tempo è sembrato intenzionato a non rivelarne i segreti.
Alla fine però, qualche mese fa, instagram ha deciso di svelare alcuni particolari del suo nuovo algoritmo: l’ordine di apparizione dei contenuti si baserebbe su un complesso sistema di Machine Learning che, analizzando le persone seguite da un utente e il suo modo di interagire con esse, propone dei feed unici e diversificati.
O almeno, questo è quello che dice l’applicazione.

Infatti nella realtà, i dati ci dicono tutto il contrario, ossia che i nostri post, dopo la nuova introduzione, vengono visti solo dal 10% dei nostri follower. Tale riduzione colpisce tutti gli utilizzatori del social, in particolare le aziende e gli influencer, che con i loro post fino a poco tempo fa riuscivano a realizzare guadagni e visibilità notevoli. Non pochi problemi vengono segnalati anche dai piccoli utenti che non riescono ad emergere sul social.

Insomma, abbiamo accusato quasi tutti il colpo.

instagram login algoritmo

Ma vediamo nel dettaglio i fattori che influenzano il nostro feed.

Secondo lo stesso Instagram le variabili più rilevanti sarebbero tre.

  1. Il primo fattore da tenere in considerazione è quello dell’interesse.
    Ogni qualvolta uno dei nostri contatti pubblica una foto o un video, questo viene analizzato dall’algoritmo, che, con una serie di calcoli, riuscirà a prevedere il nostro interesse ad esso in base all’attenzione da noi prestata in precedenza ad altri post. Il contenuto in questione apparirà sul nostro feed solo se simile ad uno con cui abbiamo interagito in precedenza mediante likes o commenti.
  2. Per quanto riguarda il secondo fattore, ossia il tempo, la faccenda è molto più semplice: il post apparirà in ordine cronologico, e i contenuti freschi di pubblicazione avranno più visibilità rispetto agli altri.
  3. Il terzo fattore è quello delle relazioni: commentando spesso o mettendo like a quasi tutti i post di una persona, l’algoritmo ci proporrà sempre tra i primi contenuti le foto o i video appartenenti ad essa.
    Anche i tag influiscono sulla variabile delle relazioni, poiché essere taggati nei post di un utente, porterà Instagram a considerare la nostra relazione con esso come forte, e di conseguenza a valorizzare i suoi contenuti sulla nostra schermata.
    Inoltre la memoria del social non dimentica mai nulla, e, anche a distanza di tempo,  i post e le stories di persone con cui abbiamo avuto relazioni sia online che offline appariranno tra i primi risultati nel nostro feed, nonostante, come spesso capita, le relazioni nell’offline siano finite da tempo.

Oltre all’interesse, il tempo, e le relazioni, l’algoritmo tende a privilegiare i post con un alto engagement:
se una foto o un video ottengono in pochi minuti molti likes e commenti, Instagram li premierà facendoli vedere ancora di più e facendoli apparire nella schermata “Esplora”.

Un controsenso, penserete, soprattutto per coloro che fanno fatica ad emergere sul social.

Ed effettivamente di un controsenso si tratta, ma un controsenso strategico che, privilegiando coloro che hanno un alto seguito a discapito di chi non ne ha, induce gli utenti vittime del calo di visibilità ad utilizzare i meccanismi promozionali proposti dall’app stessa. Secondo le stime, infatti, molte più persone apparirebbero disposte a pagare per ottenere visualizzazioni.

E’ forse questo il fine ultimo del nuovo algoritmo?
La risposta potrebbe essere positiva, poiché la novità introdotta nel marzo del 2017 sembrerebbe effettivamente volta ad una sola strategia finale: il guadagno. Il social network si giustifica però con la possibilità di avere dei feed personalizzati.

A cosa dobbiamo credere? L’algoritmo ha realmente migliorato l’esperienza di utilizzo del social, o si tratta solo di una tecnica di guadagno?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Michela Valsecchi – Area Comunicazione