Dentro una storia personale: l’amore per la radio

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Una famiglia di radioascoltatori

Sono cresciuta in una famiglia che ama la radio. Non la musica, proprio la radio. Entrando nel soggiorno dei miei genitori non si può che notare la collezione di CD , quella di vinili e soprattutto l’home teather. Padroneggia in mezzo al soggiorno un apparecchio enorme con non so quante casse collegate.

La radio in casa loro marcia a ciclo continuo, senza sosta. Non solo a casa, perché non esiste viaggio in macchina che non sia accompagnato dalla musica. Da quando sono piccola è sempre stato vietato parlare: ascoltiamo in religioso silenzio, cantiamo a squarciagola le canzoni che conosciamo e commentiamo l’argomento della giornata proposto dagli speaker.

Radio Deejay, compagna per la vita

Insomma, avrete capito che da sempre nella mia famiglia la radio è una cosa seria. Tra tutte le stazioni radiofoniche però, c’è n’è una in particolare che ricopre un posto speciale: Radio Deejay.

Radio Deejay accompagna le mie giornate fin da quando sono piccola. Pensate che, per un bel periodo di tempo, mio padre utilizzava un’auto sostitutiva senza radio e andava in giro con un mp3 su cui aveva scaricato i podcast di “Deejay Chiama Italia” perché non poteva perdersi nemmeno una puntata.

Crescendo, non ho mai perso la passione per la radio e ancora oggi la ascolto mentre lavoro o studio. Perché alla fine è una compagna per la vita, da accendere quando hai bisogno di un sottofondo per le cene con gli amici, quando la casa è troppo silenziosa o quando sai che verranno intervistati i tuoi beniamini.

Crescere e cambiare insieme

La cosa migliore è che come crescevo io, cresceva e cambiava anche la radio. Non solo infatti negli ultimi anni si è avverata la possibilità di ascoltare questo mezzo in digitale, ma sono nati veri e propri nuovi metodi con cui poterne usufruire.

Vi faccio qualche esempio: alla nascita di forum e siti, anche la radio si è dotata del suo sito web e ha iniziato ad avere un blog su cui pubblicare articoli e notizie di tutti i generi. Quando sono arrivati i social, ecco spuntare anche lì il profilo affiliato. Ancora oggi, sito e profilo sono la perfetta compagnia per l’ascolto di questo mezzo, perché ti permettono di recuperare contenuti che non sei riuscito a seguire in diretta o ti offrono sfaccettature in più che non sapresti dove trovare.

Che cosa significa allora fare radio oggi?

La radio significa oggi ascolto, programmi, social, eventi, interazioni. Essa è infatti di molto di più di un prodotto che si ascolta e basta. Siamo passati ad un’esperienza che è reale e partecipativa e non solo uditiva.

Se è cambiata la modalità di fruizione, possiamo chiamarla ancora Radio?

Probabilmente i più informativi di voi staranno pensando che la parola radio è ormai desueta, quando ci riferiamo a un soggetto che fornisce così tante varianti di se stesso. Forse quindi, è meglio utilizzare il termine media.

E tra tutti i media di cui fruiaimo oggi, la radio, ha ancora possibilità di esistere e di essere fruita da un pubblico sempre più abituato all’ascolto selettivo come quello fornito da Spotify?

A questo forse dovreste rispondere voi, ma io voglio pensare di sì. Perché una playlist, anche una buona playlist, non ti fa compagnia come una voce umana. Solo la radio può darti l’emozione di “beccare” al momento giusto, quel pezzo che volevi ascoltare e che non vedevi l’ora di cantare a squarciagola. Inoltre, i nostri amatissimi podcast, non sono forse i figli diretti dei programmi radiofonici?

Un mezzo dalle infinite opportunità

Se finora ho cercato di toccare le corde del vostro cuore, ora voglio attenzionarvi al fatto che la radio è anche un aggregatore di business come non se ne sono mai visti. Pensateci, la musica e i musicisti sono tra le persone più ricche del pianeta e la radio offre dei palcoscenici imperdibili, che tu sia una popstar o anche solo una meteora. Infine, questo mezzo sa avvicinare come pochi altri strumenti il musicista e la sua fanbase, dal punto di vista commerciale ma anche e soprattutto emotivo.

Non è un prodotto fantastico?

In ogni caso però, ciò che rende grande la radio e che la aiuta a reinventarsi continuamente senza mai perdere se stessa è la grandiosa capacità di sapere fornire compagnia e una colonna sonora per ogni momento della nostra quotidianità. Sempre. Anche quando non prende Internet.

Carolina Faccini – Area HR