Perché prima di mangiare scatti una foto al cibo?

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Come i social hanno cambiato il marketing e il tuo rapporto con il cibo

cibo foto

Prendi lo smartphone, apri Instagram e digita semplicemente “#food”. 

Che numero di post già pubblicati ti compare? 
Una quantità esorbitante, più di 480 milioni.
Questo dato di partenza è cruciale per avere un’idea sul perché il cibo si imponga come uno dei contenuti maggiormente apprezzati nel mondo, tra foto e video.

Il cibo, infatti, è stato sempre un argomento in forte tendenza, ma negli ultimi anni è diventato ancora di più il protagonista delle nostre conversazioni a causa della pandemia che ci ha colpiti. Per un po’ di tempo ci è sembrato che la cucina fosse l’unico spazio sicuro in cui potersi rifugiare per dare una scossa alla quotidianità.
Per capire la sostanziale crescita di interesse circa il mondo del food durante il periodo di emergenza sanitaria, ci basta conoscere questo dato: i food influencer hanno avuto un aumento del proprio engagement pari al +32% tra maggio e agosto 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019. 

Il digital marketing da gustare: il fenomeno del #foodporn

Proprio negli ultimi anni è esploso anche il fenomeno del #foodporn, uno degli hashtag più fortunati di Instagram che il marketing digitale ha escogitato per presentare i prodotti alimentari in maniera più accattivante.
L’unione di una parola di uso comune con un termine legato alla sfera sessuale (o un qualche altro tabù) è una peculiarità di molti neologismi coniati recentemente sul web. L’obiettivo primario è chiaramente catturare l’attenzione e incidere qualcosa nella mente dell’utente. È così che nasce #foodporn: “food” è il contenuto e “porn” è il modo in cui l’oggetto si pone nei confronti dell’osservatore. La mossa vincente è quindi quella di far riferimento a due pulsioni naturali che, intrecciate insieme, costituiscono un richiamo irresistibile.

Tuttavia, quando parliamo di #foodporn non pensiamo al mangiare come necessità di sostentamento, ma al desiderio di gustare. A tal proposito, Rosalia Cavalieri (Professoressa di Filosofia e teoria dei linguaggi), in un paper intitolato La cognizione del gusto scrive che “portare qualcosa alla bocca e capirne il sapore è un’attività che per gli umani oltrepassa il bisogno fisiologico, configurandosi come esperienza cognitiva, emotiva, culturale, estetica”. Il saper discernere i gusti ed essere costantemente alla ricerca di migliori è una capacità tutta umana. Si tratta, dunque, di un’esperienza multisensoriale che combina emozioni, cultura e capacità cognitive complesse. 

L’ascesa del food influencer marketing

La spettacolarizzazione del cibo e della sua preparazione avviene soprattutto ad opera dei food influencer. Le statistiche di Blogmeter, partner tecnologico dell’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing, testimoniano come il food sia uno dei settori in cui l’influencer marketing ottiene maggiore successo. 
Ciò che differenzia una pubblicità in tv da quella digitale promossa da un influencer è la fiducia che riponiamo in chi la propone. Attribuiamo maggiore trasparenza e affidabilità a chi abbiamo scelto volontariamente di seguire sui social network piuttosto che accogliere un consiglio d’acquisto da una qualsiasi storia mediatica tradizionale. 

Inoltre i social network, in primis Instagram, fanno leva sull’immediatezza dando un ruolo da protagonista a foto e video. Una statistica di hubspot.com ha rivelato due risultati essenziali che il marketing non può ignorare:

  • l’attenzione degli utenti è catturata il 94% in più da un’immagine rispetto a un testo;
  • il contenuto visuale si ricorda il 65% in più di un contenuto testuale.

La comunicazione digitale incontra le caratteristiche umane richiedendo poche risorse attentive, ma riuscendo ad imprimere un forte impatto emotivo.
I creator di Instagram sfruttano questa istantaneità e i food influencer ci intrattengono, fino a fidelizzarci, con foto sui social di cibo succulento, impiattato in maniera impeccabile.
Ecco perché il food influencer marketing è così efficace.

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Perché amiamo fare foto al cibo?

Siamo diventati quasi tutti dei piccoli food influencer: chi di noi non ha mai scattato una foto di un piatto prima di gustarlo?
Il Journal of Consumer Marketing ha pubblicato una ricerca che fa luce su questo bisogno, oramai divenuto quasi un rituale. 

Ciò che emerge dallo studio è che l’atto di fare una foto al cibo e tutto ciò che implica (la ricerca dell’angolazione e della luce giusta) migliora l’esperienza del gusto percepito. In altre parole, interagendo in questo modo con il piatto pronto di fronte a noi, andiamo ad anticipare il piacere di un cibo desiderabile, ma posticipiamo il reale atto di mangiare

Quindi, si riconferma la formula wildiana “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”? 
Non del tutto. Psicologi e neurologi hanno aggiunto un altro tassello: l’attesa amplifica il piacere dell’esperienza del mangiare e noi utenti, inconsciamente e ingenuamente, assecondiamo questo meccanismo scattando una foto con lo smartphone.

L’arcano del “faccio la foto anche se ho fame” è stato svelato!

Sofia Giuliani – Area Comunicazione & Organizzazione Eventi