Comunicare per immagini: i colori dei processi decisionali

Comunicare per immagini: i colori dei processi decisionali

Le immagini sono ciò che più caratterizza la realtà di oggi. Con l’avvento del digitale, il senso della vista viene stimolato sempre più da colori saturi, accesi, sfavillanti.
I social media hanno amplificato la diffusione di questo fenomeno, rendendo la società dell’immagine tascabile, a portata di mano. Oramai bastano pochi tap per accedervi, uno swipe-up per interagirci, un selfie per viverla.           
Le sue fondamenta possono essere trovate nel gennaio 2007, quando un uomo che verrà ricordato per il suo maglioncino nero a girocollo disse:

“Every once in a while a revolutionary product comes along that changes everything…”
Una volta ogni tanto compare un prodotto rivoluzionario che cambia tutto.

Quel giorno Steve Jobs presentò la Mela dell’Eden del Web 2.0.

Steve Jobs e l’iPhone

Dunque, che cosa sono per noi le immagini? Il linguaggio contemporaneo, il mediatore tra noi e la realtà. Oggi, la comunicazione per immagini è il paradigma dell’esistenza digitale.
In questo contesto si inserisce il ruolo delle aziende e la loro presenza sui social media. Questi ultimi sono diventati il luogo di incontro tra i consum-autori (F. Morace), consumatori attenti, critici e riflessivi sulle proprie scelte di acquisto, e i valori promossi dai brand.

La società contemporanea è transitoria, in perenne versione beta, dove la stabilità non è mai all’ordine del giorno. Per questo è utile munirsi di alcuni strumenti che possano portare a sviluppare contenuti sempre più catchy, sexy, trendy… Insomma, qualsiasi anglicismo si voglia utilizzare!

I colori come identità

Come affermato in precedenza, la centralità del senso della vista caratterizza il mondo online, ma non è sempre stato così. Infatti, nel retail tradizionale entrano in gioco anche olfatto, udito e tatto: i prodotti possono essere toccati, il profumo del negozio è spesso inebriante e la melodia che ci accoglie all’ingresso ci trasporta fino alla fine del percorso d’acquisto. Un “viaggio multisensoriale” che ovviamente non può essere replicato online. Nella dimensione digitale l’estetica diventa l’elemento centrale nel processo decisionale: gli occhi sono attratti dal design, dal packaging, dal layout. Il ramo dell’economia che studia tali meccanismi viene definito marketing persuasivo, oramai una disciplina consolidata e caratterizzata da numerosi aspetti. Oggi tratteremo della composizione cromatica.

Le tonalità suscitano diverse reazioni emotive nell’osservatore per questo negli ultimi anni è diventata centrale la tematica della visual identity, ovvero quella fase della strategia di branding che mediante immagini, colori e forme, trasmette valori e identità aziendali; in aggiunta, il colore è fondamentale per distinguere un prodotto dai suoi suoi competitor, attrarre il target di riferimento, migliorare la user experience e aumentare il tasso di conversione. Nonostante ciò, non esiste un significato universale attribuibile a ciascun colore, ogni cultura associa proprietà diverse alle tonalità cromatiche.

Ad esempio, lo sapevi che il rosso ha associazioni radicalmente diverse nelle diverse nazioni? In India è sinonimo di purezza, in Cina di buon auspicio, in Sudafrica rappresenta il lutto mentre in Occidente è strettamente legato al cibo. Avete mai notato quanto sia utilizzato il rosso nel settore alimentare? Mc Donald’s, Coca Cola, KFC, Kellogg’s sono solo alcuni esempi. In Occidente, il rosso è considerato un colore “eccitante” in quanto stimola l’accelerazione del battito cardiaco e della respirazione, inoltre genera più appetito.          
Si evince, dunque, quanto sia essenziale per un brand scegliere la tonalità che meglio traduce la propria personalità sui mercati non solo nazionali, ma anche globali.

Il rosso di Coca-Cola

Palette e immagini stock: alcuni consigli

Ora che vi abbiamo spiegato l’importanza delle immagini e dei colori che vi rappresentano, eccovi alcuni suggerimenti.

Non si può trattare di colori, senza citare le care e vecchie palette, un insieme di tonalità che utilizzerete per la vostra presenza online. Quale scegliere?  Monocromatica, analoga, complementare o triadica? Non temete, esistono ottime piattaforme online gratuite che renderanno la decisione più semplice. Coolors.co è uno strumento accessibile che genera automaticamente delle palette accattivanti. L’utente può modificare la saturazione dei colori, il loro valore, tono, sfumatura e così via, in poche semplici mosse si ottiene la composizione che più si preferisce.

Per quanto riguarda le immagini sono svariate le piattaforme gratuite di fotografie prive di copyright. Pexels, ad esempio, propone una ricca selezione di immagini stock ad alta qualità. Con delle semplici keyword potrete esplorare contenuti di ogni genere, dalla natura all’architettura, dal cibo agli oggetti, in bianco e nero o a colori.

L’effetto McGurk

Vorremmo concludere questa long read con un piccolo esperimento.       
Nel 1976 lo psicologo Harry McGurk dimostrò come l’informazione acustica venga modellata sulla base dell’input visivo. In parole povere, la nostra percezione uditiva viene modellata anche da ciò che noi vediamo. Questo dimostra la predominanza della vista sull’udito nei nostri processi cognitivi. Come è riuscito McGurk a dimostrarlo? Scopriamolo!

Come avete potuto notare, nonostante venga pronunciata la sequenza di “bah” per entrambi i labiali, il nostro cervello non potrà fare a meno di farci sentire “fah” nel secondo labiale. Questo fenomeno, chiamato “effetto McGurk”, dimostra come la percezione visiva della realtà vada a influenzare gli altri input sensoriali. Diventa di immediata comprensione, dunque, l’importanza di produrre contenuti efficaci al fine di ottimizzare la propria presenza sul web.

In conclusione, questo articolo non vuole essere un pacchetto formativo completo e sufficiente.
Ricordate che oltre alle regole è sempre necessaria una buona dose di creatività, prove, errori e soprattutto… pazienza!

Laura Martelletti & Luca Giuffrè – Area Comunicazione