Cinema durante il Covid

Cinema durante il Covid

La settima arte non va in lockdown

Il 2021 si apre con tutti i migliori propositi di ripresa, ma questa non sembra la prospettiva del mercato cinematografico, che sta ancora subendo il contraccolpo dell’anno precedente.

Simbolo di questa situazione potrebbe essere un film di cui più o meno tutti hanno sentito parlare, nonché unico vero blockbuster uscito nelle sale in periodo di pandemia: TENET, l’ultimo film girato da Christopher Nolan. A dicembre 2020 la pellicola ha incassato circa 350 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget che, secondo le stime, si aggira attorno ai 205 milioni. Ci si rende perfettamente conto che in circostanze normali TENET potrebbe essere considerato un po’ un flop, ma qui non ci troviamo in circostanze normali.
In merito ai risultati del film, Nolan ha rilasciato un’intervista dicendo:

“Warner Bros ha distribuito Tenet e sono elettrizzato che abbia incassato quasi 350 milioni di dollari vista la situazione. Ma ho paura che gli studios abbiano tratto le conclusioni sbagliate dalla nostra uscita e piuttosto che guardare dove il film ha funzionato e come ha fornito loro le entrate di cui avevano decisamente bisogno, stanno prendendo in considerazione dove ‘TENET non ha soddisfatto le aspettative pre-COVID e stanno utilizzando questo fatto come scusa per scaricare sugli esercenti tutte le perdite causate della pandemia. Sta diventando una scusa per non mettersi in gioco e non adattarsi, o ricostruire la nostra attività”

Nolan si sbilancia a dire che il suo film ha raggiunto risultati soddisfacenti. Sappiamo bene che non è così: il film dal punto di vista degli incassi è un fallimento. Come anticipato, non ci troviamo però in circostanze normali: siamo in un periodo di stallo, non sappiamo come ne usciremo e come ne uscirà il mondo del cinema, e dare ragione o meno a Nolan è piuttosto relativo. È evidente che con la sua dichiarazione stia cercando di arrampicarsi sugli specchi per mantenere all’occhio del pubblico, e di conseguenza delle produzioni, quello status da “grande regista che le azzecca un po’ tutte”. Ma questa è una pellicola che in circostanze diverse avrebbe messo in discussione la sua stessa carriera.


L’analisi fatta da Nolan è comunque la seguente: le grandi case di produzione, più che analizzare la situazione portando avanti il discorso iniziato da TENET, si sono ritirate. In effetti TENET qualcosa a livello di atmosfera aveva smosso, ma poi nessuno ha seguito quella scia. Tuttavia, se TENET incassa così poco da essere considerato un flop, perché le altre Major dovrebbero rischiare?
Da un lato può aver ragione nel dire che forse potevano essere effettuate analisi finalizzate a  rilasciare altri film, ma nessun presidente di una Major rischierebbe di bruciare una sua pellicola così. Hanno tutti cercato di rimandare l’uscita nelle sale con l’ottica “speriamo in tempi migliori”, considerando che la situazione va analizzata di settimana in settimana, neanche di mese in mese.

Esempio nel panorama italiano lo è Si vive una volta sola, con Carlo Verdone prodotto da FIlmauro. Il film è pronto da febbraio 2020 ma la casa di produzione continua a rimandarne la pubblicazione (se non costretti, difficilmente verrà rilasciato on-demand). Il motivo? Semplice, sanno benissimo che Verdone al cinema in Italia ancora incassa.
Anche MGM (Sony) con l’ultimo 007, No time to die, e la Universal con Fast and Furious, hanno rimandato di un anno l’uscita nella sale e in generale le case di produzione sono un po’ in bilico; si è saputo di recente che la MGM, che produce ormai soltanto 007, ha contattato Apple+, Netflix e Prime Video cercando di vendere l’ultimo No time to die per 600 milioni di dollari per un anno di esclusiva. Si intuisce già che la MGM, come anche da dichiarazioni, stia cercando di tirarsi fuori dal mondo del cinema perché non riesce più a “tenere botta”: ogni mese che 007 viene rimandato, perde 1 milione di dollari.  

In sostanza, la dichiarazione di Nolan sembra messa lì per tamponare l’immagine, magari lavorando anche con la Warner,  la major coraggiosa che nessuno ha seguito: il fallimento non sarebbe più di TENET, ma di tutti gli altri che non sono stati intraprendenti e si sono lasciati sfuggire un’occasione. 

È scontato dire che si perdono soldi anche quando i film non escono, ma evidentemente le perdite sono inferiori rispetto alla distribuzione. Quello che va compreso è il fatto che un film, quando viene rilasciato in sala, deve sostenere anche i costi della distribuzione oltre alla percentuale di soldi che va nelle tasche degli esercenti.
Prendiamo l’esempio di Mulan (premium all-access): la Disney ha subìto delle perdite proponendolo sulla propria piattaforma streaming a pagamento (21,99 €). Quanto meno ha perso soldi in casa, senza dover dare una quota anche agli esercenti cinematografici, cercando di salvare il salvabile. Poi Mulan è andato male, e la dimostrazione è che la Disney ha reso il film disponibile su tutte le altre piattaforme on-demand abbandonando l’esclusiva; a sostegno di questa tesi lo è anche Soul, ultimo film della Pixar che questo Natale non è uscito a pagamento. La Disney in questo modo ragiona sul lungo periodo: spingiamo tutto su Disney+ cercando di far abbonare il maggior numero di persone. Ultima analisi che mi sento di fare circa il tentativo della Disney è che se Mulan fosse stato un successo, avrebbe probabilmente decretato la fine per le sale: tutte le altre grandi case di produzione sarebbero state incentivate a fare lo stesso; paradossalmente, agli esercenti, nella tragedia che stanno vivendo, è andata meglio così, perché ci si è resi conto che il “filmone” su Disney+ non incassa quanto al cinema.

Un’obiezione che può essere fatta in generale è la seguente: beh, un film esce al cinema ora in pandemia e, quando la situazione migliora, può essere proiettato nuovamente. Ecco, mi permetto di dire che le re-release nella storia del cinema hanno sempre incassato pochissimo e non hanno mai cambiato le sorti di un film.
Va tenuta in considerazione anche la percezione generale: ci sono film che ancora non sono usciti nelle sale (si veda Black Widow o Avatar 2) e che sanno già inevitabilmente di vecchio. Film di cui si è parlato già così tanto che sembrano appartenere a un periodo diverso. Nemmeno la leggenda dell’home video che fa risollevare le sorti di un film regge tantissimo; magari una volta, quando il mercato delle VHS era prolifico, poteva funzionare come discorso (si ricordi terminator che al cinema non andò particolarmente bene, ma che divenne un cult grazie alla distribuzione delle videocassette e da lì venne poi prodotto terminator 2).

Nel computare il valore di un film vanno poi presi in considerazione anche i vari premi vinti che in questo particolare periodo non ci sono stati. Giusto per fare un esempio, se vi chiedessi chi ha vinto il leone d’oro quest’anno? Chloé Zhao, con Nomansland, che ho dovuto cercare su wikipedia anche io, e che probabilmente non molti di voi hanno sentito. Il motivo è abbastanza semplice: a pochi è importato e la mancanza di questi riconoscimenti nel mercato del cinema e al valore di un film di per sé pesano molto. Quindi, se un film uscito nelle sale in questo periodo viene proiettato di nuovo più avanti o esce on-demand, può risollevarsi? Direi di no. Il 2021 non si apre con i migliori propositi di ripresa per il mercato cinematografico.

Vorrei chiudere questo articolo con un’ultima considerazione riprendendo la dichiarazione di Nolan: le major si dovranno adattare, iperbole per dire  budget più bassi; al di là del fatto che il regista stia un po’ cercando di giustificare che il suo prossimo film molto probabilmente non vedrà più fondi per 200 milioni, quello che risulta ormai evidente è che l’attuale situazione del mercato cinematografico porterà a un ridimensionamento dei budget previsti. La mia previsione è un po’ infausta, ma tutti i film blockbuster delle grandi major o finiranno in streaming  oppure usciranno nelle poche sale ancora aperte in giro per il mondo. Gli altri progetti annunciati, invece, diventeranno serie TV. Ormai le case di produzione di perdite ne hanno subite: Black Widow, No time to die, Wonder Woman, Dune, sono tutti soldi persi. Gli altri progetti solo annunciati si possono salvare con la conversione a serie TV, e alcuni sono già facilitati: Star Wars, la Marvel e anche la Warner con HBO Max. Questo è, a mio avviso, quello che ci riserva il prossimo futuro; poi per quello remoto si vedrà: magari ci risolleveremo, magari torneremo al caro e vecchio monosala..
Spero comunque di essere smentito, ma attualmente l’ottimismo non trova molto spazio di azione.

Nonostante l’aria di cambiamento per la settima arte, non vivremo in un mondo senza cinema: sarà semplicemente diverso. Forse non abbiamo avuto il tempo di adattarci a una situazione che speravamo ci avrebbe colpito tra dieci anni.. Sarà comunque un mondo interessante perché, non avendo più la disponibilità di budget stellari. Produttori e registi dovranno di nuovo, per forza, tirare fuori delle idee per convincere le persone a tornare al cinema. Non si potrà più fare Fast and Furious 75 con macchine volanti e con CGI costosa e visivamente pesante. Servirà inventarsi qualcosa di nuovo con budget più contenuti. Un po’ come Carnage: quattro attori e una stanza.

Razvan Galatanu – Area Comunicazione