Ecosia e Treedom: la sensibilità ambientale nel mondo tech

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Il WWF ha lanciato, già nel 2011, l’allarme deforestazione: “Ogni anno perdiamo 13 milioni di ettari di foresta. Continuando di questo passo, entro il 2050 scompariranno oltre 230 milioni di ettari di foresta. Un’area più grande delle intere aree forestali di Perù, Repubblica Democratica del Congo e Papua Nuova Guinea messe insieme.”

Quest’estate al centro dell’attenzione mediatica sono stati gli incendi che hanno colpito l’Amazzonia. Le cause di questi non sono solo gli inneschi umani, ma anche il riscaldamento globale e, appunto, la deforestazione. Accanto alle proposte di aiuto finanziario del G7 (20 milioni) spiccano anche alcune iniziative online di un certo impatto. Un esempio ne è  la petizione su change.org “Prevenire la deforestazione e lo sfruttamento dell’Amazzonia!” che ha superato 5 milioni di firme. Quest’ultima è l’effetto della sempre più diffusa attenzione per i problemi ambientali e della volontà dei singoli di poter fare la differenza. Ecosia e Treedom sono un esempio aziende che dimostrano spiccata sensibilità ambientale!

Ecosia

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Ecosia è un motore di ricerca fondato nel 2009 a Wittenberg, in Germania, da Christian Kroll in associazione con Bing, Yahoo! e il WWF.

Come per tutti i motori di ricerca, anche i ricavi di Ecosia derivano dalle inserzioni pubblicitarie. L’unica differenza è che Ecosia usa l’80% dei profitti per piantare alberi.

Con la sua mission aziendale, Ecosia non si limita a combattere la deforestazione ma aiuta anche a migliorare le economie locali portando vantaggi alle persone e all’ambiente in cui agisce.

L’azienda, all’insegna della trasparenza, pubblica mensilmente i rapporti finanziari e mostra quanti alberi sono stati piantati e dove. Nel mese di giugno 2019 ha dichiarato di aver piantato 1 936 613 alberi. Questo risultato è ancora più grandioso se si pensa anche alla crescita di Ecosia che nel suo primo report, del gennaio 2014, dichiarava di aver piantato circa 33 mila alberi.

Treedom

Federico Garcea e Tommaso Speroni hanno fondato Treedom nel 2014 a Firenze ed è un particolare tipo di e-commerce che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online.

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Sul sito di Treedom è possibile scegliere tra una grande varietà di alberi: dal Mandarino del Guatemala al Gliricidia del Madagascar. Treedom fotografa e geolocalizza ogni albero, che poi avrà una pagina online e potrà essere custodito o regalato.

Dalla sua fondazione sono stati piantati più di 600 mila alberi in 14 Paesi diversi (tra cui Kenya, Haiti e Camerun) dando lavoro a quasi 40 mila contadini.

Treedom agisce in base a un impact business model (un modello di business che vuole creare effetti positivi anche sulla società), infatti i contadini che vengono finanziati per piantare alberi ricevono anche know-how per la piantumazione e la gestione degli alberi stessi.

Per risolvere questi problemi ambientali saranno necessari interventi degli Stati e accordi internazionali, ma iniziative come Ecosia e Treedom ci ricordano che ognuno di noi è prezioso nella lotta ambientale, ed ognuno può fare la differenza.

Marta Reguzzoni – Area Comunicazione