Realtà aumentata e gaming: il futuro degli eventi musicali o una puntata di Black Mirror?

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È inutile ribadire ancora una volta come e quanto le nostre abitudini e le nostre esperienze siano forzatamente cambiate a causa del Covid-19. In questo articolo però non vogliamo deprimerci guardando il lato negativo e cosa – almeno per il momento – rimane un divieto, ma vogliamo vedere come tutto questo sia diventato una sfida che ha portato con sé molte opportunità. Nel giro di un anno infatti il mondo dell’intrattenimento dal vivo nel settore musicale (e non solo) ha avuto un’innovazione tecnologica esponenziale. I concerti dal vivo in tempi di lockdown hanno lasciato il posto all’unica alternativa possibile: i live streaming digitali.

Dalle live su Instagram alle realtà aumentate

Nei primi tempi abbiamo assistito a una transizione dall’offline all’online con un boom di dirette e live sui grandi social media come Instagram, YouTube e TikTok. Gli artisti e i produttori infatti hanno pensato che dato il momento difficile oltre che a una questione di marketing, esibizioni home made potessero essere anche di conforto e compagnia ai fan. Così giorno dopo giorno siamo passati dall assistere a cover voce e chitarra/piano in cameretta fino ad arrivare alle dirette dell’inno nazionale dalle finestre dei Ferragnez. L’interazione con il pubblico in questi casi si è ridimensionata a fiumi di commenti da parte dei fan oppure al classico format di domanda e risposta che hanno facilitato una comunicazione con l’artista. Questa fase di social streaming – se così la possiamo definire – non solo ha riesumato funzioni di dei vari social che prima erano poco utilizzate e poco conosciute, ma ha portato il grosso pubblico ad approcciarsi ad altre piattaforme più di nicchia come per esempio Twitch. Nata inizialmente per lo streaming di gaming e con il tempo è diventata più generalista, tanto che molti grandi canali al suo interno attualmente hanno poco a che fare con le sessioni di gaming.

Tra i casi di eventi in streaming di maggior successo però non rientrano molto quelli che si sono limitati allo streaming homemade, bensì spiccano quelli che hanno utilizzato la tecnologia e la realtà aumentata come chiave per interfacciare milioni di persone ad esperienze che vanno al di là della realtà. Gli eventi che hanno avuto un riscontro molto positivo sono proprio quelli che hanno investito con decisione sulle potenzialità che la tecnologia offre nel coinvolgere a fondo la propria community.

Tomorrowland dalle colline belghe all’isola di Pāpiliōnem

Tra questi sicuramente rientra il Tomorrowland, il più grande festival dance del mondo che ogni anno attrae nel suo mondo magico Boom migliaia di amanti della musica elettronica. Programmato per la scorsa estate, aveva segnato il record di vendita arrivando a 400.000 prevendite. Poi il Covid. Così in tempi record un team di 200 professionisti è stato in grado di offrire ai fan qualcosa che andasse oltre alle riprese in diretta dei loro amati dj sul palco: hanno creato da zero uno show virtuale ambientato nell’immaginaria isola di Pāpiliōnem, con otto stage dj-set e otto diversi palinsesti. Alle prevendite si sono aggiunti oltre 200.000 biglietti permettendo così a migliaia di spettatori di assistere allo spettacolo a cui altrimenti non avrebbero potuto partecipare.
L’aspetto più entusiasmante (che si può cogliere anche semplicemente guardando l’aftermovie) è che la prima versione virtuale del Tomorrowland non è stata solo un’alternativa o un contentino dato al popolo del domani – così si fanno chiamare gli spettatori del festival – per “tappare il buco”, bensì lo staff creativo e operativo del festival ha ideato e realizzato per i partecipanti un’esperienza unica e diversa da ciò che avrebbe offerto lo spettacolo tradizionale sulle colline belghe. In questa opera demiurgica di creazione di un Tomorrowland virtuale, la tecnologia 3D è stata la chiave essenziale che ha permesso di trasportare e guidare i milioni di spettatori verso una sorta di universo parallelo, in un ambiente che diventa il perfetto stage per godersi a pieno l’unica cosa rimasta immutata: la musica. È molto interessante anche vedere come le ambientazioni, la regia, la simbologia e tutti gli aspetti comunicativi dello spettacolo siano in grado di guidare anche i meno familiari alla musica elettronica in quelle che sono le vibrazioni e le sensazioni in cui 600.000 di estranei possano ritrovarsi ed identificarsi durante lo show. In tutto ciò il festival in un futuro, ci auguriamo il più vicino possibile, tornerà probabilmente a performare dal vivo ma quello che possiamo immaginare è che essendo sempre stato molto curato sotto l’aspetto promozionale online e, volta testate le potenzialità di questa realtà virtuale, continuerà ad essere utilizzata.

Prima della pandemia il mondo dell’intrattenimento aveva già avuto a che fare con realtà virtuale, ologrammi, avatar e mondi paralleli. Tutto ciò però era più familiare al settore del gaming o ai film e serie fantasy del grande schermo, mentre lo era molto meno con il settore dell’intrattenimento dal vivo e dello streaming. Nel giro di pochi mesi invece tutto questo è cambiato. Come abbiamo visto nel caso del Tomorrowland, queste tecnologie sono diventate il mezzo comunicativo perfetto per potenziare lo show coinvolgendo e intrattenendo lo spettatore con classico effetto wow.

Tomorrowland Around the World 2020 | Official Aftermovie

BTS e i record dei live streaming 

Nel corso dell’ultimo anno abbiamo avuto la possibilità di vedere l’evolversi di questa innovazione e di valutarne sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Abbiamo visto esibirsi l’avatar di John Leggend, abbiamo visto Billie Eilish ballare sotto le zampe di enormi ragni ed essere divorata da un enorme squalo e J Balvin esibirsi entrando in una zucca di Halloween. Possiamo dire di aver visto di tutto. Anzi no, probabilmente questo è solo l’inizio di ciò che vedremo in futuro. Questa onda di innovazione digitale ovviamente non è esclusiva del settore musicale occidentale, ma anche dall’altra parte del globo ci sono stati concerti e festival musicali in streaming che hanno riscontrato un successo inaudito e che oramai rappresentano un punto di svolta rispetto al passato. Tra questi vanno sicuramente nominati i BTS, la pop band coreana conosciuta in tutto il mondo. Proprio loro che hanno scalato le classifiche internazionali avevano in programma un tour globale nel 2020 che hanno sostituito con il doppio concerto in live streaming Map of the soul on: E. Risultato? 933 mila spettatori paganti provenienti da 191 paesi differenti. Sono entrati così nella storia, diventando il live streaming più visto e battendo il record da loro stesso detenuto con l’evento Bang Bang Con (che aveva registrato un totale di 756.000 spettatori). Cifre da capogiro, che risultano persino difficili da immaginare. La band coreana ho offerto ai propri fan un concerto con quattro diversi palchi e una tecnologia basata sia sull’ AR (realtà aumentata) e sulla XR (realtà estesa) creando così un mix tra il classico concerto a cui siamo abituati e un ambiente più surreale, con un pubblico per metà artificiale e per metà reale e riproducendo i set dei loro videoclip. Oltre a tutto ciò, gli spettatori grazie alla multiview live streaming avevano a loro disposizione la possibilità di scegliere da quale delle sei diverse angolature vivere lo spettacolo. Insomma, la band ha mostrato al mondo come poter riprogettare totalmente i concerti dal vivo per creare un prodotto in grado di mixare il live con la realtà aumentata.

Gli esperimenti italiani: realtà aumentata e live interattivi

Anche in Italia sono stati fatti diversi esperimenti che hanno avuto un riscontro positivo, come Lunghezze d’Onda promosso da Flowe e Scena Unita per Dream Hit. Entrambi eventi che hanno visto mescolarsi diversi format: dallo spettacolo tipico dei concerti, allo show televisivo, fino ad arrivare alle interviste con interazione diretta del pubblico da casa. Il tutto ovviamente con l’introduzione della realtà virtuale come strumento per creare un’ambientazione più accattivante ai palcoscenici. Sicuramente il fatto che tutti e due gli eventi fossero inseriti in un’ottica di finanziamento per cause ambientali (Flowe ha piantato 7.000 alberi per compensare le emissioni di CO2 prodotte) e sociali (Dream Hit ha raccolto 400mila euro per il fondo di Scena Unita) ha portato al raggiungimento di numeri molto soddisfacenti e molto grandi per YouTube Italia. Un altro evento che ha cercato di andare oltre allo schermo – la nostra quarta parete 2.0 – è stato Nest Virtual Stage. Il live interattivo organizzato da Google in collaborazione con Ghali per la presentazione dell’album DNA che è riuscito a creare un’esperienza interattiva totalmente immersiva grazie all’utilizzo degli Smart speaker e alla domotica.

Ghali on Nest Virtual Stage

Astronomical il concerto dell’anno

Infine, parliamo di quello che probabilmente può essere definito come il concerto dell’anno ovvero Astronomical di Travis Scott su Fortnite. Con questo evento Travis Scott ha superato ogni aspettativa anche rispetto all’evento con Marshmello dell’anno precedente proposto sempre su Fortnite. Durante il live streaming Travis Scott, al pari dei gamers-spettatori, si è trasformato in un avatar 3D di dimensioni spropositate. Non è facile descrivere a parole cosa è successo durante Astronomical a chi non ha visto qualche immagine o a chi non è frequentatore della piattaforma. Nel pianeta virtuale in cui gamers di tutto il mondo si sfidano a lottare, era stato anticipatamente allestito il parco per lo show. Nonostante questo, nessuno dei giocatori si sarebbe aspettato che un asteroide avrebbe colpito il pianeta, cambiando il paesaggio del videogioco e trasformandolo in uno scenario spaziale ed etereo. Così il giocatore si è ritrovato spettatore di una esibizione unica nel suo genere, dove si veniva sballottati in ambientazioni diverse per ciascun brano. In tutto questo, il gigantesco Avatar di Travis camminava, nuotava e si esibiva come in uno concerto dal vivo. Non è un caso che uno spettacolo di questo calibro abbia portato, anche in questo caso, a raggiungere numeri da record, totalizzando 45,8 milioni di spettatori nei 4 show proposti per permetterne la visione ai gamers di tutto il mondo a causa dei fusi orari.

Il futuro dell’intrattenimento nell’industria musicale: tra entusiasmo e nostalgia

Questi sono solo i casi più eclatanti che, in Italia e nel resto del mondo, evidenziano una radicale trasformazione degli scenari dell’industria musicale. Come le passate innovazioni del settore, anche questa volta la pandemia ha confermato che non è il prodotto in sé, ma il formato che veicola il prodotto a doversi reinventare. Sono infatti le modalità di fruizione della musica che devono adattarsi ai vari contesti per poter andare incontro alle esigenze degli ascoltatori. In questo doversi reinventare, la realtà virtuale e il gaming si sono rivelati essere i due strumenti comunicativi con maggiore potenziale. Il mondo del gaming in particolare dimostra di poter offrire uno show in cui sono unite in simbiosi sia le emozioni proprie della musica, sia l’interazione tra gli spettatori. Rispetto a una semplice diretta streaming su YouTube, uno spettacolo come quello di Travis Scott in forma di videogame è in grado aprire maggiori e migliori opportunità di coinvolgimento con il resto della community.

Vista la nascita di molte piattaforme per l’entertainment live e addirittura l’introduzione della sezione Spotify dedicata alle date dei concerti online dei nostri artisti preferiti, questo sodalizio tra VR, gaming e musica si prefigura non solo come una parentesi dovuta al Covid, ma come un probabile futuro per un settore che più volte ha dovuto fare i conti con la tecnologia nella storia. Nonostante ciò, molti guardando l’avatar di Travis Scott camminare in un mondo spaziale e vedendo i BTS cantare davanti a un pubblico semi reale non verranno abbandonati dalla sensazione di sentirsi intrappolati in una stagione di Black Mirror. Certamente però non si può far finta di nulla e non notare che queste nuove tecnologie hanno portato le esibizioni e gli show a reinventarsi portando con sé un riscontro inaspettato, che va oltre a una mera conseguenza da Covid.

Possiamo dire che la storia si ripete e che quello che è accaduto con il cinema è ciò che sta accadendo ora? Quando fu introdotto il cinema al grande pubblico infatti le persone credevano fosse una magia paragonabile al circo e che il cinema fosse tutt’altra cosa che l’arte: forse è quello che accade ora con la realtà virtuale (che è ancora solo agli inizi) o forse no. Quello che è sicuro è che porsi con pregiudizi e con il classico atteggiamento snob che è sempre stato riservato al mondo del gaming non gioverà né a un plausibile futuro virtuale dell’intrattenimento, né tantomeno alla ripresa dei concerti dal vivo. Questo nuovo connubio, per quanto possa continuare a fare riflettere sul solito dualismo tra realtà e tecnologia, potrebbe essere visto non come un’esclusione dell’esperienza dal vivo, ma come uno strumento in grado di potenziarla e, allo stesso tempo, una modalità che in situazione di isolamento possa rivelarsi la risposta a un intrattenimento musicale coinvolgente.

In conclusione, dopo aver visto il successo di questi show interattivi è difficile pensare che si possa tornare indietro. Perciò non rimane che attendere con entusiasmo i prossimi grandi eventi per poterci ricordare – anche se in modo diverso – l’emozione di vivere in contemporanea con altre migliaia (se non milioni) di spettatori la stessa emozione di ascoltare i nostri artisti preferiti. Nel frattempo, però molti di noi continueranno ad aspettare impazientemente di poter tornare il più presto in mezzo a folle di sconosciuti ad urlare a squarciagola. Perché? Perché ci manca.

Serena Puccini – Area Comunicazione