Il caso OnlyFans: pressione sociale e cambio di business

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OnlyFans, una piattaforma diventata molto popolare durante i mesi di quarantena, ha fatto molto parlare di sé in questi giorni. Inizialmente la compagnia ha annunciato che dal 1° ottobre 2021 avrebbe bloccato il caricamento di contenuti sessualmente espliciti da parte dei propri creators. Dopo qualche giorno, l’azienda è tornata sui propri passi, ritrattando le dichiarazioni e i cambiamenti delle linee guida della piattaforma.
Andiamo con ordine e cerchiamo di comprendere di più riguardo questa vicenda.

Cos’è OnlyFans?

OnlyFans è un sito internet con sede nel Regno Unito, che offre intrattenimento a pagamento. Gli autori possono guadagnare tramite tips, mance donate loro dai propri fan, e dall’abbonamento che questi ultimi pagano per poter fruire dei contenuti che più preferiscono. Nonostante ospiti creatori che operano in molti settori, come cucina, yoga o fitness, OnlyFans si è imposto particolarmente nel settore dell’intrattenimento per adulti.

Durante i mesi di quarantena del 2020, la piattaforma ha avuto un incremento esponenziale di creators e utenti, ad oggi se ne possono contare più di 130 milioni. Molte personalità dell’intrattenimento a luci rosse, ma anche persone lontane da tale mondo, hanno trovato una grande fonte di sostentamento economico, arrivando ad avere un base finanziaria solida che potesse coprire affitti e costi di vita. OnlyFans ha iniziato a presentare produzioni sempre più curate, dando opportunità di guadagno anche a quei lavoratori del mondo dello spettacolo che la pandemia ha messo in ginocchio. 

Le nuove linee guida sui contenuti.

Come anticipato, l’azienda britannica ha inizialmente annunciato che dal 1° ottobre prossimo la piattaforma vieterà ai propri utenti di pubblicare contenuti sessualmente espliciti. Tale cambiamento è stato giustificato poiché indispensabile

“per garantire la sostenibilità a lungo termine e per continuare a ospitare una comunità inclusiva di creatori e fan”


La crescente popolarità raggiunta dalla piattaforma ha attirato notevole attenzione legislativa ed economica. Tale interesse ha portato alle partnership con MasterCard e Visa, che forniscono tuttora i servizi di pagamento, permettendo le transazioni utente – creatore di contenuti. Sembrano essere state le pressioni di questi partner bancari ad aver condotto al drastico cambio di passo. I due istituti avrebbero chiesto di investire su creator che al momento rappresentano una minoranza sulla piattaforma, come chef, artisti, personal trainers e istruttori di yoga.

Varie associazioni e gruppi anti–pornografia stanno opponendo molta resistenza ai siti che vivono di intrattenimento per adulti, come già era successo con il famoso sito web Pornhub. Nel 2020 vari istituti di credito hanno negato la processazione di molti pagamenti alla piattaforma poiché un’inchiesta del New York Times aveva evidenziato l’incapacità di quest’ultima di individuare e rimuovere i video illegali. Per proteggersi da accuse simili, MasterCard ha annunciato che da ottobre 2021 applicherà dei nuovi standard per tutti i fornitori di materiale per adulti. Questi dovranno disporre di

“controlli efficaci per monitorare, bloccare e , ove necessario, eliminare tutti i contenuti illegali”. 

Immagine che contiene testo, interni, portatile, persona

Descrizione generata automaticamente

La brusca retromarcia di OnlyFans. 

Pochi giorni dopo le dichiarazioni sul cambiamento delle linee guida riguardo i contenuti pubblicabili, la piattaforma inglese fa marcia indietro, ritrattando quanto detto in precedenza. 

“OnlyFans è sinonimo di inclusione e continueremo a fornire una casa a tutti i creatori. Una comunicazione ufficiale ai creatori sarà inviata a breve via mail.”

Questo è quanto comunicato dalla stessa azienda, tramite il proprio profilo Twitter. Sembra essere riuscita a organizzare una nuova rete di partner affidabili, prima che i suoi utenti e creatori contenuti potessero migrare su una piattaforma concorrente. Non a caso OnlyFans, quando aprì i battenti nel 2018, fu rifugio della maggior parte degli utenti che popolavano un’altra famosa piattaforma ad abbonamento, ossia Pathreon, che aveva vietato i contenuti sessualmente espliciti, definiti come not safe for work.
Sembra che le pressioni di sex workwes e creators, i cui ricavi sono regolarmente tassati e certificati, abbiano convinto l’azienda a tornare sui propri passi. Anche entrambe le parti politiche statunitensi sembrano soddisfatte dall’osservazioni avanzate dai creators di OnlyFans, che contribuiscono a combattere il lavoro non regolamentato.

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Spesso dimentichiamo della complessità dell’ambiente in cui le aziende agiscono e di come questo possa profondamente incidere sulle loro attività. Ecco perché OnlyFans, piuttosto che perdere la partnership con MasterCard, gestore delle transazioni economiche, è stata sul punto di sacrificare ciò che l’aveva reso famosa.

Tommaso Bottacini – Area Comunicazione