Intelligenza artificiale e privacy: come vengono tutelati i dati personali?

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L’intelligenza artificiale è un concetto per molti oscuro. L’idea che una macchina possa avere le stesse abilità cognitive di un essere umano può spaventare, soprattutto se questa è in possesso dei nostri dati personali.

È bene quindi fare chiarezza su ciò che è l’intelligenza artificiale, le sue criticità e la conseguente gestione della privacy.

Cos’è l’intelligenza artificiale? 

L’intelligenza artificiale (IA) è un ramo dell’informatica che permette di progettare sistemi hardware e software con capacità tipicamente umane, quali il ragionamento, l’apprendimento, la creatività e la pianificazione. 

I sistemi dotati di IA comprendono l’ambiente circostante e raggiungono degli obiettivi prefissati, agendo tramite dati che vengono forniti loro in fase di progettazione e programmazione; le macchine sono poi in grado di apprendere automaticamente grazie a un processo di machine learning e possono lavorare in autonomia.

L’intelligenza artificiale si sta diffondendo gradualmente nelle nostre vite; gli smart speaker come Amazon Echo, ma anche gli assistenti vocali all’interno degli smartphone, sono alcuni dei tanti esempi di applicazione dell’IA nella quotidianità. Questi sistemi rientrano in quello che si può definire l’Internet of Things, ossia l’insieme di oggetti computerizzati in grado di connettersi tra loro via Internet.

Intelligenza artificiale: le criticità

Parallelamente alla diffusione dell’intelligenza artificiale, cresce anche la preoccupazione nei confronti di quest’ultima, dal momento che sono sempre di più i sistemi che ne sono provvisti. 

L’IA è in grado di accumulare una grossa quantità di dati personali, che provengono sia da chi ne è il diretto utilizzatore sia da chi si trova nell’ambiente circostante. Inizialmente, un sistema di intelligenza artificiale utilizza i dati che gli vengono forniti dall’utente per finalità dichiarate. In seguito però, per meccanismi di machine learning, la macchina potrebbe sfruttare automaticamente gli stessi dati per obiettivi differenti, all’insaputa del soggetto interessato.

L’intelligenza artificiale può anche ottenere informazioni aggiuntive partendo dai dati personali e non, ricavati dall’ambiente circostante. Alcuni esempi di queste informazioni sono i consumi abituali, gli interessi ma anche aspetti di vita privata dell’utente che il sistema deduce autonomamente.

Rimane il dubbio su chi effettivamente abbia ruoli di responsabilità in merito al trattamento dei dati personali.

Normativa europea: intelligenza artificiale e privacy

La progressiva diffusione dell’Intelligenza artificiale ha portato alla necessità di gestire al meglio il trattamento dei dati, necessari per il funzionamento dell’intelligenza stessa. 

In questi ultimi anni, l’Unione europea ha cercato di creare un ponte verso il futuro aprendosi a sistemi innovativi. Con questo, la tutela  dei dati personali è rimasta comunque al primo posto. Se da una parte è giusto che il mercato digitale si evolva, dall’altra è necessario garantire la sicurezza a tutti coloro che usufruiscono dei prodotti di questo mercato.

Il diritto alla protezione dati si è rafforzato in seguito all’aumento delle potenzialità delle macchine. É presente infatti una proposta di regolamento sull’intelligenza artificiale del 21 aprile 2021, pubblicata dalla Commissione europea. L’obiettivo del regolamento è quello di tutelare i dati personali degli utenti senza ostacolare l’innovazione. In questo modo i cittadini europei possono beneficiare dell’IA tenendo al sicuro i propri diritti. 

Cosa riporta il regolamento?

I sistemi di IA devono essere costruiti secondo dei criteri di conformità. I creatori di tali macchine devono garantire trasparenza riguardo il funzionamento dei sistemi e sicurezza sull’utilizzo dei dati. La conformità delle intelligenze artificiali deve essere poi verificata tramite una procedura di valutazione sia ex ante, da autorità specifiche, sia ex post.

Un aspetto di cui tenere conto è che spesso i dati che vengono raccolti da intelligenze artificiali sono utilizzati semplicemente per un’analisi di profilazione e una seguente targetizzazione. Grazie a questo meccanismo, le pubblicità che si trovano online sono su misura rispetto ai propri interessi  e, qualora l’utente non fosse interessato, la funzionalità potrebbe essere disattivata. Ciò per comprendere quanto spesso i dati utilizzati dall’intelligenza artificiale non siano usati per finalità losche.

Emerge dunque una particolare attenzione nei confronti dei dati personali degli utenti, che si traduce nella trasparenza dei produttori e del prodotto. Le criticità legate ai nuovi sistemi di IA sono quindi risolte da regole che vincolano la produzione, la gestione e l’utilizzo dei dati personali.


L’IA è un ambito di cui ancora non si sono definiti con precisione i confini. Il continuo sviluppo di tale tecnologia è chiaramente un’occasione di innovazione che può essere applicata in molti ambiti della società. Affianco al tema dell’intelligenza artificiale però ci sarà sempre  quello della privacy, per permettere a tutti gli individui di fare un salto nel futuro in completa sicurezza.

Veronica Zerbi-Area Comunicazione