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Intelligenza Emotiva: perché esserne consapevoli?

Nella società odierna, il problem solving è richiesto nella vita di tutti i giorni. La presa in considerazione esclusiva dell’Intelligence Quotient (IQ) non basta se non si è consapevoli della propria Emotional Quotient (EQ).

Cosa si intende per Intelligenza Emotiva? (IE)

Il concetto è stato definito, per la prima volta nel 1990, dagli psicologi americani Salovey e Mayer. L’IE riguarda il riconoscimento, il controllo e le gestione delle emozioni. Seguendo questo modello, l’individuo è consapevole delle proprie emozioni e, di conseguenza, è in grado di applicarle per il raggiungimento degli obiettivi.

Ma la sola autoconsapevolezza non basta per renderci migliori in relazione al mondo che ci circonda (e che inevitabilmente ci influenza).

Per questo motivo, nel 1995, lo psicologo Goleman definisce l’Intelligenza Emotiva come:

la capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli altrui, di motivare noi stessi e di gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente quanto nelle relazioni sociali

Due facce della stessa medaglia

Secondo la definizione di Goleman, è possibile individuare 2 ambiti dell’Intelligenza Emotiva tra loro dipendenti:

  • ambito interpersonale;
  • ambito intrapersonale.

L’ambito interpersonale si riferisce alla componente sociale e alla relazione con l’altro. Le componenti che entrano in gioco sono le seguenti: l’empatia e la capacità di riconoscere le esigenze altrui.

Invece, l’ambito intrapersonale fa riferimento alla consapevolezza di sé, alla gestione delle proprie emozioni, alla motivazione nel raggiungimento degli obiettivi.

Intelligenza Emotiva: perché esserne consapevoli?

Ormai, molte sono le aziende e le imprese che comprendono l’importanza di questo concetto; infatti, le Human Resources (HR) si occupano di gestire i conflitti interni e la ricezione di feedback.

Fondamentale è parlare di Leadership Emotiva. Sono stati teorizzati 6 stili di Leadership (autorevole, federatore, democratico, incalzante, allenatore, coercitivo) impiegati a seconda delle situazioni.

Come afferma il prof. Di Iorio, intervistato nella terza puntata del reJEneration, il podcast di JECoMM intitolata “L’intelligenza emotiva e la consapevolezza professionale”:

Se lavoro sugli aspetti relazionali, riesco anche ad alzare la motivazione delle persone e alzare anche la performance e la produttività.

Conclusioni

L’invito rivolto a tutti coloro che hanno letto fin qui è: attenzionare tutti questi aspetti, essere consapevoli di sé e degli altri che vi circondano; impiegare in modo saggio la propria empatia e non essere mai superficiali.

Alice Di Pietro – Area Marketing & Comunicazione

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