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Intervista a Beatrice Mula, Co-Founder di Paradygma.

intervista a Beatrice Mula: Co-Founder di Paradygma
Paradygma

La redazione di JECoMM ha intervistato Beatrice Mula. Classe 2001, ha appena concluso la laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche, Co-Founder di Paradygma, Notion Ambassador e Senior Sales Consultant in JEMIB.

So che te ne intendi di Notion e sei proprio Brand Ambassador: com’è iniziato il tutto?

Ho scoperto Notion nel 2020, durante la pandemia; non sapevo che cosa fosse perché è letteralmente una pagina bianca, uno strumento no-code e a primo impatto non sai cosa farci. Quindi, ho iniziato a guardare tutorial e a smanettarci, ma capendoci poco. Era l’epoca delle superiori.

Poi, iniziando a lavorare in startup, ho capito un po’ di più il suo utilizzo. Avevo appena iniziato l’università e ho preso una certificazione su Notion, ma per uso personale. Da quel momento, ho iniziato a conoscere sempre più persone che mi chiedevano una mano sull’utilizzo di Notion: in questa occasione ho conosciuto Daniele D’Amico, il mio socio.

Per diventare Ambassador, il percorso è stato più complicato. Ho dovuto compilare un form e poi ho fatto un colloquio con il Team di Notion; anche se, in realtà, in Italia è più semplice diventarlo perché siamo in pochi, io ero una delle prime e nel mondo se ne contano circa 600. È una bella esperienza, soprattutto perché sono in contatto diretto con il team di Notion. Sono diventata Ambassador all’inizio del 2023.

Che cos’è Paradygma e come nasce?

Paradygma, prima col nome di Notion Builders, nasce da una chiacchierata con Daniele. Dopo esserci conosciuti, ci siamo resi conto di avere abilità complementari e gli stessi obiettivi: fare consulenza su Notion. Nell’estate 2022, nasce l’idea di far qualcosa unendo le forze; io sono riuscita a trovare un cliente più grosso, che attualmente è anche nostro supporter e investitore, e così il 31 gennaio 2023 nasce Notion Builders.

Inizialmente i nostri scopi erano: la creazione di sistemi interni, rivolto al B2B; e diventare il punto di riferimento in Italia, data la crescente necessità di tool no-code. Ma, nel settembre 2023, apriamo la nostra offerta all’analisi, mappatura e gestione a 360 gradi dei processi per le aziende e alla creazione di automazioni tra i software per rendere i processi efficienti.

Nel gennaio 2024, abbiamo fatto il rebranding e cambiato il nome in Paradygma. In grammatica, filosofia e matematica, indica un insieme di regole che, se seguite, permettono alle imprese di lavorare al meglio. Infatti, i nostri valori sono l’efficienza, l’evitamento degli sprechi e la costruzione di sistemi per organizzare uno spazio digitale. La nostra mission è proprio quella di rendere le aziende più competitive sul mercato.

Con chi vi interfacciate maggiormente?

Il nostro target principale sono le PMI (piccole-medie imprese) italiane, nello specifico le aziende digitali che si occupano di marketing, SEO, branding ecc. Ma anche startup e SPA (società per azioni) che hanno bisogno di differenziarsi. L’obiettivo è proprio quello di gestire il caos interno, non a caso il nostro motto è Mastering Chaos, Building Efficiency.

So anche che sei una JEur, quando è iniziato il tuo percorso in JEMIB e come hai combinato l’uso di Notion con le attività interne?

Sì esatto. Sono entrata in JEMIB, la JE dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, a dicembre 2020; ero al primo anno e avevo 19 anni, quindi avevo voglia di buttarmi e di fare nuove esperienze. Infatti, sono stata in area HR (prima come Vice Responsabile e come poi HR Consultant); in area Marketing come Marketing Consultant; per un anno sono stata un membro del Board (nelle vesti di General Director e di International Manager); e adesso in area Sales come Sales Consultant.

Grazie al mondo delle JE, ho capito che cosa mi piace fare, ho imparato a gestire e ad organizzarmi e soprattutto ho imparato ad interfacciarmi con i clienti. Difatti, ho fondato Paradygma.

Durante il mio mandato in Board, ho subito portato all’attenzione l’utilizzo di Notion. In CdA, hanno preso bene questa mia proposta con la conseguente creazione di un sistema efficiente per la gestione dell’intera associazione. Questa implementazione con Notion è stata poi passata agli associati, al nuovo CdA e a tutte le JE, prima d’Europa e poi del mondo.

Quali valori pensi che ti lascerà la tua esperienza da JEur? Cambieresti qualcosa?

Il Network mi ha lasciato molto, soprattutto le persone che ho incontrato. Persone brillanti, non perché superiori ma perché più curiose, si danno da fare. Questo mindset di crescita e di miglioramento è il valore più grande, lo porto dietro in tutte le mie passioni e vivo molto meglio.

L’unica cosa che cambierei è che mi sarei buttata molto prima in ruoli di responsabilità e in sfide complicate. Io ho aspettato 6 mesi, ma c’è da dire che ero anche molto piccola e non avevo chissà che esperienza. Però ecco il mio consiglio: non lasciate mai una JE senza aver ricoperto ruoli di responsabilità.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

A livello personale, quello di crescere e provare a migliorarmi in tutte le aree della vita. A livello lavorativo, io voglio essere un’imprenditrice; quindi: fondare nuove società, far crescere Paradygma e soprattutto essere soddisfatta dei miei progetti.

Infine ti chiedo: se ci fosse di fronte a te una persona insicura del suo percorso universitario e incerta sul suo futuro, basandoti sulla tua esperienza, che cosa le consiglieresti?

Ecco, hai fatto proprio la domanda giusta alla persona giusta! Io, all’inizio del mio percorso universitario, ero indecisa su che cosa fare; questo perché mi definisco una persona multipotenziale, nel senso che ho interesse ad ambiti totalmente diversi tra loro: dalla medicina, alle scienze biologiche, alle scienze motorie e infine alla psicologia e alle scienze della comunicazione.

Spesso la scelta universitaria porta a pressioni legate al perseguire il percorso intrapreso fino al completamento, senza possibilità di cambiare; invece, io penso che bisogna avere meno ansia. Il mio consiglio è quello di esplorare tanto, leggere, fare corsi, non partire con dei pre-concetti. Ovviamente, è importante tenere conto dell’impegno che si vuole mettere, quindi: sperimentare, leggere, documentarsi, vivere senza ansia. Mal che vada, si cambia percorso e non succede nulla.

Dopo aver compreso che percorso universitario intraprendere, lo step successivo è buttarsi nella JE; il tempo lo si trova se lo si vuole veramente. Fornisce un bagaglio di esperienze sia lavorative sia umane, quindi buttatevi e basta. Provate ad entrare in una JE in tutti i modi.

Alice Di Pietro, Area Marketing & Comunicazione

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