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Intervista a Giulia Rossi di JEMP.

La redazione ha intervistato Giulia Rossi, classe 2003, studentessa di Design della Comunicazione al Politecnico di Milano. Attualmente, Giulia si trova in Svezia per il progetto Erasmus. Giulia fa parte dell’Area Marketing di JEMP e ha coordinato il processo di rebranding di JECoMM.

Che cos’è per te il rebranding e a che cosa serve?

L’immagine di un brand è fondamentale per la sua comunicazione, deve rappresentare i valori senza creare confusione nei confronti di chi già conosce il brand. Il rebranding dunque deve rappresentare la crescita e il cambiamento all’interno del brand, però sempre mantenendo una certa coerenza. Questo è fondamentale per mantenere la fiducia e il legame con i clienti. È importantissimo rimanere riconoscibili.

Quali sono secondo te i punti fondamentali di un rebranding?

Sicuramente è fondamentale una parte iniziale di ricerca e analisi del materiale che già esiste, come di ciò che si vuole modificare. È importantissimo conoscere a fondo ciò su cui il brand si basa, i propri valori e la propria mission. Nel vostro caso per esempio, il punto fondamentale è il fatto che la community sia universitaria, punto che deve rimanere invariato poiché è ciò su cui si basa l’intera JE. Vanno poi individuati altri parametri che devono rimanere presenti, nel caso di JECoMM il blu era uno tra questi. È quindi importante capire che cosa il cliente vuole e realizzarlo a livello di comunicazione visiva. Tutto si basa su ciò che viene comunicato.

Ci sono degli errori da evitare?

Ovviamente non bisogna esagerare. Anche la palette non deve essere troppo vasta e superare i quattro colori, diventa poi difficile coordinarli; così come i font. Questi dipendono dal messaggio che devono comunicare, ma vanno usati con moderazione. Non bisogna farsi “prendere la mano” e rischiare di cadere nella confusione: deve piacere al cliente, ma non bisogna perdere la coerenza (che già il cambio di immagine rischia di far perdere al brand).

Consigli dei programmi particolari per svolgere la parte pratica del rebranding?

Nella nostra JE utilizziamo Figma, molto democratico poiché lo possono usare tutti, serve per qualsiasi tipo di grafica ed è anche molto professionale. All’università, in quanto designers, abbiamo l’accesso ai programmi Adobe, ma tendiamo ad utilizzare Figma proprio perché lo può utilizzare chiunque. Inoltre, è importante che in Area Marketing non ci siano solo designers, ma anche ragazzi provenienti da altri corsi di studio. Per aspetti più precisi tendiamo ad utilizzare Illustrator, che essendo vettoriale, tende ad essere più accurato rispetto a Figma che è a pixel.

È stato interessante partecipare al nostro processo di rebranding? Ne avevi già svolti altri?

A me piace moltissimo lavorare nell’ambito del rebranding. Ne avevo svolti già due. Il primo era un progetto in prova all’università, in cui ho creato la brand identity di una focacceria di Parma partendo da zero, avevano un’idea di base, ma niente di più. Questa attività ora ha aperto: nel negozio c’è il nostro video, il menù ed è stato bello vedere il progetto prendere forma. Non sono ancora andata a vederla dal vivo, ma ci andrò sicuramente prima o poi. Il secondo progetto era per una startup di cui sto ancora curando la parte social. È interessante interfacciarsi con ragazzi molto giovani, notare i cambiamenti e come viene utilizzato il tuo progetto. È una soddisfazione enorme.

Come ti sei trovata a lavorare nelle vesti di PM?

Mi sono trovata molto bene con i ragazzi di JECoMM, ha funzionato tutto alla perfezione, nonostante la sessione di esami in mezzo. È stato un periodo molto pieno ma anche molto utile: manca solo il documento di fine progetto… e spero si siano trovati così bene anche loro!

Quali sono le tue aspettative per il futuro?

Ora il mio obiettivo principale è finire l’Erasmus: mi sto trovando molto bene in Svezia, l’approccio allo studio è completamente diverso rispetto all’Italia. In una classe siamo solo otto studenti, quando in Italia siamo in duecento. Il rapporto con i professori è molto differente e anche la fiducia che si crea. Dopo l’Erasmus, sto ancora pensando se fare la magistrale e dove farla. Al Politecnico ti fanno ragionare su che cosa ti piace fare: la mia facoltà è molto ampia, creiamo dai libri illustrati ai video animati, come i cortometraggi oppure i poster. Bisogna quindi capire qual è la propria strada e seguirla. A me piace molto fare i video e devo capire quindi se e come proseguire. Credo che già capire che cosa ti piaccia sia un grande passo avanti.

Ti ritieni soddisfatta del tuo percorso da Junior Entrepreneur?

Sì, per ora abbastanza. Sono entrata da un anno e mezzo, il primo periodo è stato di crescita e conoscenza, poi sono cresciuta nella mia area e sono diventata un punto di riferimento per gli altri associati, sebbene alcuni fossero anche più grandi di me. Di solito i più piccoli sono quelli che sanno meno, ma il fatto che loro non avessero pregiudizi e si fidassero di tutta l’area ha rappresentato un grande motivo di crescita. In futuro penso di voler ricoprire ruoli di PM/responsabile, non penso però di fare board, ma sicuramente vorrei crescere di responsabilità!

Carlotta Lanzani – Area Marketing & Comunicazione

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