JOVA BEACH PARTY 2019: il marketing dell’esperienza

JOVA BEACH PARTY 2019: il marketing dell’esperienza

Difficile non aver sentito parlare del Jova Beach party 2019 nei tg, in qualche rubrica, tra i titoli di giornali o in mezzo alle storie dei vostri amici su Instagram; ma per i pochi che alla fine dell’estate ancora non hanno ben capito di cosa si tratta possiamo semplicemente dire che è l’evento dell’anno o come lo ha descritto lo stesso Jovanotti:

“Più di un festival, più di un concerto. È la cosa più bella che abbia mai fatto”

Il Jova Beach Party: un villaggio nomade che parla di ecologia

Il JBP nasce dall’idea visionaria di uno dei cantanti più famosi nel panorama italiano e consiste nel portare una vera e propria novità nell’ambiente dello spettacolo. Una grande festa su 15 diverse spiagge in giro per tutta Italia, da qui si è sviluppato il progetto che è diventato un vero e proprio “villaggio nomade”. Diverso dal classico concerto, non solo per il luogo insolito ma per come è stato concepito: i concertanti infatti possono ascoltare musica dal primo pomeriggio fino a notte buia e possono farlo mentre fanno il bagno, prendendo lezioni di yoga, mangiando, bevendo oppure visitando i progetti dei vari sponsor che raccontano nuovi modi per affrontare il problema del climate change. Diventando così un nuovo modo per vivere la musica live. Portare un concerto in una location così suggestiva e allo stesso tempo delicata e fragile come le spiagge non è stato un’impresa facile, l’obiettivo non è stato infatti solo quello di poter dare a un concerto live una diversa cornice ma quello di costruire un momento di condivisione musicale e portare al centro la sensibilizzazione per il tema del cambiamento climatico. Nelle diverse tappe infatti oltre ad artisti musicali provenienti da diverse parti del mondo sono intervenuti virtualmente personaggi di alto calibro per discutere della situazione ambientale.

Un evento vivibile sulle piattaforme

Ma un grandissimo lavoro è stato fatto nella comunicazione e nel marketing attorno all’evento. Tutte le scelte hanno portato infatti alla creazione di un’esperienza innovativa e unica nello scenario della musica live italiana. Il JBP non è stato solo un evento live, è stato in grado di sfruttare al massimo le piattaforme online: una propria pagina Instagram e Facebook dell’evento attiva già da mesi precedenti alla prima tappa con informazioni di ogni genere nei post sull’evento, sugli ospiti, sulle spiagge, sugli sponsor mentre le storie ig per ogni tappa fornivano indicazioni fondamentali ai concertanti a portata di un tap. Non solo, il JBP è anche una app mobile all’interno della quale ritrovare info sulle caratteristiche naturali delle spiagge, sul merchandisign e con un collegamento diretto alla radio JBP creata appositamente in occasione del tour e grazie alla quale l’utente può avere un assaggio in anteprima di quello che è il mood dell’evento. Inoltre, è possibile anche collegarsi sulla JovaTV (unico cantante italiano a possederla) per vedere video girati nel tour, la presentazione dell’EP e gli interventi dei professori delle cinque università milanesi che hanno studiato il progetto Jova Beach Party 2019. Insomma, ancora prima vivere questo evento chiunque ha la possibilità di entrare perfettamente nel “mood” del concerto e di immergersi in questo mondo che è un mix di musica, ecologismo ed estate.

Il marketing dell’esperienza

Il JBP è un ottimo esempio dell’applicazione del marketing all’esperienza, sono diverse infatti le operazioni insolite per un concerto/festival che assieme hanno reso questo evento unico e diverso trasformandolo in un brand a sè stante. Come abbiamo visto è un evento che esce da ogni limite soprattutto quelli spazio-temporali scegliendo di creare un concerto in un luogo vergine dall’intervento dell’uomo e di farlo durare 9 ore. Per renderlo vivibile al meglio hanno stipulato le 11 regole del Jova Beach Party come un comandamento, ci insegna come darsi e dare delle regole non sia per forza un’operazione limitante, ma talvolta un’opportunità, necessarie per ottimizzare. D’altra parte, invece l’evento era anche libertà: libertà di viverlo come meglio si preferisce, in prima fila sottopalco, in acqua, al bar allestiti, ballando o con la famiglia lasciando al partecipante libertà di scegliere la modalità che più si addiceva a lui.
Un’altra azione interessante e insolita in questo ambito è la sensibilizzazione e responsabilizzazione del pubblico, il monito guida per tutti infatti era quello di lasciare le spiagge meglio di come si sono trovate per dimostrare che 50 mila persone in un concerto consapevoli di essere in un ambiente così delicato possono evitare di recare i danni che 50 persone libere sconsiderate potrebbero provocare. Questo dimostra come sia comunque sempre importante diffondere i valori in cui uno crede a prescindere dal business intrapreso, per dare un valore in più. Questo è quello che è avvenuto allo stesso brand Jova Beach Party, tutte queste azioni hanno contribuito a renderlo un brand desiderato dalle aziende che potevano solo che avere un guadagno ad accostare il proprio marchio a uno dei cantanti più amati (lui stesso un brand vivente) e alla missione di sensibilizzazione e ecologista dell’evento, in un’ottica di green marketing.

Vivere dal vivo un brand

In definitiva analizzare il JBP sotto questo punto di vista ci insegna come e quanto sia importante il marketing dell’esperienza oltre a quello del prodotto un ambito che per anni è stato trascurato e che nell’ultimo periodo rivive una ribalta. L’UI e UX sono infatti la trasposizione virtuale di questo discorso, ma è importante per le aziende capire anche il valore che ha per un cliente ‘vivere dal vivo’ concretamente un’esperienza nuova, coinvolgente e con fini che vanno oltre alla sola vendita del prodotto. Responsabilizzare il cliente e farlo sentire parte di qualcosa è sicuramente una strategia per dare un valore aggiunto al proprio business e per distinguerlo da altri. Il JBP è la prova vivente di quanto sia importante spingersi oltre, ricercare idee che escano dalle strade già spianate e conosciute e impegnarsi nella realizzazione.

Serena Puccini – Area Comunicazione