La motivazione che porta a risultati: l’effetto pigmalione in azienda

La motivazione che porta a risultati: l’effetto pigmalione in azienda

L’effetto Pigmalione o effetto Rosenthal è definito come una suggestione di carattere psicologico secondo la quale il soggetto si conforma alle aspettative nei confronti di sé, determinando e influenzando di conseguenza il proprio comportamento.

Il nome trae le sue origini della mitologia greca: il re di Cipro Pigmalione si innamorò così perdutamente di una delle sue sculture che pregò la dea Afrodite di renderla umana per poterla poi sposare.

Lo psicologo tedesco Robert Rosenthal ha formulato questo concetto osservando un gruppo di bambini sotto l’influenza del pregiudizio positivo o avverso dei loro insegnanti: sono stati selezionati alcuni alunni che sono stati etichettati come “più intelligenti”; questi stessi, dopo un anno, hanno migliorato esponenzialmente il loro rendimento scolastico.

L’effetto Hawthorne

Per capire al meglio questo concetto possiamo rifarci anche agli studi e ricerche di Elton George Mayo, il quale fu il primo a documentare scientificamente la relazione che intercorre tra elementi di stampo sociale, come le relazioni tra i soggetti e il team work, con elementi come la produttività e i risultati. Così definì il cosiddetto effetto Hawthorne: i lavoratori sono portati ad un rendimento maggiore se immersi in un ambiente stimolante; la forza sociale e aggregante del gruppo incentiva a raggiungere risultati importanti poiché la soddisfazione lavorativa è intrinseca nei rapporti sociali correlati al lavoro stesso.

Il sociologo scoprì quindi che l’uomo non è più semplicemente un homo oeconomicus, bensì un soggetto motivato da bisogni di carattere sociale, bisogni riconducibili ai rapporti con i propri superiori.

La piramide di Maslov

Questi bisogni sono facilmente interpretabili attraverso la piramide di Maslov: nella Hierarchy of Needs vengono mostrate le necessità umane, dalle più basilari alle più complesse. Il soggetto raggiunge la realizzazione attraverso vari step: l’ultimo livello, e quindi quello più articolato, comprende infatti una sfera di concetti come il conseguimento dei propri obiettivi ma in particolare risultano rilevanti l’accettazione e l’assenza di pregiudizi.

La piramide di Maslov

L’effetto pigmalione in azienda

Ma come viene applicato l’effetto Pigmalione all’interno delle dinamiche relazionali di un contesto lavorativo?

All’interno di un’azienda, uno strumento efficace è la leadership. Prendiamo ad esempio la figura del manager: se questo vedrà in uno dei suoi dipendenti del potenziale, il suo comportamento varierà di conseguenza e lo tratterà secondo questa sua convinzione, giusta o sbagliata che sia. Questo si concretizza, ad esempio, nell’assegnazione di nuovi compiti che richiedono skill elevate o addirittura attività che richiedono una gestione autonoma da parte dell’impiegato. In questo caso, al dipendente saranno assegnate determinate responsabilità che creeranno degli effetti positivi in termini di produttività: l’ambiente stimolante aumenterà l’interesse e l’impegno del soggetto, che interiorizza le opinioni esterne.

Al contrario, se un manager non ripone fiducia in uno dei suoi collaboratori darà compiti semplici e fisserà obiettivi poco stimolanti o poco impegnativi. Inutile dire che il dipendente, di conseguenza, non vedrà il bisogno di dare il massimo e si accontenterà quindi di svolgere task di routine.

È quindi nell’interesse di ogni capo o imprenditore realizzare un ambiente lavorativo accogliente e incoraggiante per tutti, in modo da stimolare continuamente i propri dipendenti e spronarli a dare il massimo risultato in produttività e, perché no, in creatività, al fine di creare un vero e proprio circolo virtuoso anziché vizioso. Le aspettative dei propri superiori sono tanto importanti nel contesto lavorativo quanto in quello scolastico: è essenziale dare un’opportunità indipendentemente dal pregiudizio degli altri.

Martina Davalli – Area commerciale