I libri sui social tra crisi e opportunità

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Il successo dei libri sui social dai book blog a BookTok e tutte le implicazioni del caso

Nell’ultimo decennio sono stati presentati scenari drastici sulla crisi dei libri a causa dei social e del digitale. A detta di diversi esperti e professori stiamo perdendo la capacità di leggere, dato che spesso ci limitiamo a scrollare le pagine. Anche il tempo è una risorsa sempre più scarsa che preferiamo spesso riservare a social media o serie TV piuttosto che alla lettura. 

Eppure, su Internet e sui diversi social media in generale, i libri hanno trovato un loro posto, diventando un contenuto che coinvolge molti utenti. Il digitale è, quindi, una minaccia o, piuttosto, può essere parte della soluzione alla crisi della lettura?

Per rispondere a questa domanda può essere utile fare qualche passo indietro.

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In principio furono i blog 

Parlare di libri, scambiarsi opinioni sui personaggi e sullo sviluppo delle storie ha sempre avuto importanza per i lettori, così come i feedback, che rappresentano spesso un punto di partenza per le scelte di lettura. Fin dagli inizi, il Web ha costituito un’ottima opportunità per ampliare queste attività connesse al mondo dei libri. Esso permette, infatti, di entrare in contatto e condividere la propria passione e le proprie opinioni con altri lettori e di avere recensioni pubbliche diverse da quelle dei critici. 

Se i forum o alcuni gruppi di lettura sul neonato Facebook permettevano questo scambio “tra pari”, alcuni appassionati lettori scelsero di aprire un blog per dare consigli e recensioni. I blog letterari fanno quindi nascere una figura intermedia che non necessariamente è esperta di letteratura ma che ha una propria autorità nel tema grazie al suo pubblico.

I booktuber cambiano le regole del gioco

Con l’affermarsi di YouTube, i blog sono diventati vlog. In questo passaggio, come personalità di riferimento per consigli, recensioni e commenti riguardanti i libri, sul web sono emersi i booktuber. Alcuni di essi hanno assunto un peso notevole e si sono dimostrati in grado di influenzare i gusti e gli acquisti degli interessati.  Le case editrici hanno così iniziato a invitarli alle fiere e ad inviargli libri da recensire. Con YouTube è diventato anche più comune e facile guadagnare, grazie alla pubblicità inserita nel video e ai link di affiliazione.

Instagram e i book influencer

Con il crescente successo di Instagram e l’implementazione della funzione delle Stories, sono progressivamente aumentati anche su questa piattaforma gli “ambasciatori” della lettura. Molti sono booktuber che ampliano i propri canali mentre altri acquisiscono un seguito direttamente su Instagram. In ogni caso, i bookinfluencer si sono affermati come punti di riferimento per i lettori e interessanti opportunità di promozione per le case editrici. L’editoria diventa, infatti, sempre più legata a chi si occupa di libri online, soprattutto per raggiungere i più giovani. 

La nuova tendenza: #BookTok 

Su TikTok è esploso da qualche mese il fenomeno #BookTok che ha raccolto miliardi di visualizzazioni in tutto il mondo. 

In questa piattaforma, i creator che parlano di libri lo fanno spesso con format originali. Un trend, ad esempio, è mostrare la propria reazione al finale in lacrime, ma non mancano booktoker vestiti d’epoca in base al contesto della storia, chi recita le parti da cui è stato maggiormente colpito o, ancora, chi suggerisce libri in base al segno zodiacale. Essendo gli utenti di questa piattaforma molto giovani, i libri di cui si parla di più sono fantasy, Young Adult e romanzi distopici ma anche i classici riscuotono successo. 

Il passaparola su TikTok si sta rivelando molto fruttuoso per le vendite di alcuni titoli come, ad esempio, “La canzone di Achille” di Madeline Miller.  

I booktoker rappresentano quindi la nuova frontiera a cui guardare per la promozione di libri, soprattutto tra i ragazzi. 

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Perché parlare di libri sui social “funziona”

Il tema dei libri è molto adatto ai social network perché è facile creare engagement e una community, grazie al diffuso desiderio di scambiarsi opinioni e consigli e di condividere la propria passione letteraria. 

In generale, i social aggiungono alla lettura la parte interattiva e di condivisione sociale di cui sono di per sé sprovvisti ma che i lettori hanno sempre cercato. 

Si può dire che “funziona” anche perché è nell’interesse di tutti che sia così. 

  • Gli utenti godono di un’esperienza di lettura più completa o si riavvicinano alla lettura scoprendo un hobby molto utile in quest’epoca stressante e frettolosa. 
  • I creator riescono a crescere sui social e, spesso, anche a guadagnare, facendo della propria passione un’entrata economica. 
  • Le case editrici beneficiano del successo dei libri, dell’aumento degli appassionati e possono sfruttare questi mezzi per raggiungere il target più lontano dalla lettura, ovvero gli adolescenti. Infatti, essi vengono affascinati nei “luoghi” che più frequentano. 
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La capacità dei libri di affermarsi come contenuti di valore sui social unita alla loro reale utilità per tutte le parti coinvolte ci portano a considerare il digitale come un trampolino per rilanciare la lettura. Infatti, se è vero che il digitale ha un ruolo nella crisi dell’editoria e nella sempre più bassa capacità di attenzione, è anche vero che esso ha dimostrato potenzialità importanti per questo mondo. 

Insomma, se il digitale è come un’onda potente che travolge – tra gli altri – l’ambito letterario, il book influencer in tutte le sue forme rappresenta il modo più furbo per affrontarla: cavalcarla.

Serena Trabucchi – Area Comunicazione