Photoshop for dummies: How to scontornare (parte 1)

Photoshop for dummies: How to scontornare (parte 1)

È fatta: hai finalmente scaricato Photoshop. L’hai fatto un po’ per gioco, per trovare un hobby-adatto-per-procrastinare. Alla fine però ti ci appassioni, scopri che il mondo della grafica è sì insidioso, ma la soddisfazione di vedere un prodotto tuo è paragonabile a poche altre. Sei felice della tua scelta; sbagli, certo, ma non devi vendere nulla a nessuno, quindi per ora va bene così.

E poi, inesorabilmente, arriva: l’amico dj. Un saggio torinese canta “tutti hanno un amico che fa il dj”, e infatti eccolo lì che si fa su una sigaretta mentre ti racconta del pezzo che “sta per droppare” da circa 5 anni. Stavolta, però, ti assicura che è pronto; manca solo la grafica. “Non è che me la fai tu?”, azzarda mentre cerca l’accendino, “Tanto ormai ci sai fare, ci metti 5 minuti, che ci vuole. Ti faccio pubblicità quando lo pubblico, tanto ormai conta più la visibilità dei soldi”. Scrolla le spalle, convinto di aver appena scardinato tutti i principi dell’economia mondiale, e sorride sornione a questa consapevolezza. Tu, invece, che conosci bene questa frase – l’incubo di ogni creativo – corrucci la fronte e sprofondi nella confusione. Lui non se ne accorge, è troppo contento della svolta che sta per prendere la sua vita.

Comunque siete amici da anni, quindi accetti. Non c’è modo migliore per imparare se non provando, ti dici. Congratulazioni: hai appena fatto un’opera di carità. “Tanto ormai.”

Quindi apri Photoshop e ti prepari ad affrontare la prima fatica di Ercole: scontornare. Per fortuna Photoshop offre diverse modalità, più o meno immediate.

Sì, ma da dove si parte?

Innanzitutto bisogna considerare la forma dell’elemento che si vuole scontornare. È il viso di una persona coi capelli ricci? È un semplice vettore per lo più circolare? È un odiatissimo albero?

Se la forma è tutto sommato definita, senza dettagli eccessivamente impegnativi, la soluzione più veloce è quella di usare lo strumento bacchetta magica. Iniziamo a selezionare, senza pietà.

Il guaio di questo strumento è che è tendenzialmente poco preciso, per quanto la tolleranza possa essere abbassata per permettere alla bacchetta di riconoscere meglio i colori e non confondersi con lo sfondo.

Per ovviare a questo problema c’è un altro strumento, all’interno della stessa sezione, che può semplificarci la vita: la selezione rapida, che da un lato ci permette di arrivare agli stretti angolini che la bacchetta non ha incluso, e dall’altro lato è nostro amico nell’eliminazione delle selezioni superflue quando andiamo a scegliere sottrai dalla selezione in alto a sinistra.

Se invece la forma è praticamente regolare, possiamo ovviare il problema dei numerosi dettagli che possono esserci all’interno grazie alla geometria e ai vari strumenti selezione rettangolare, ellittica, singola riga e singola colonna. Nell’esempio sotto è illustrata la selezione ellittica.

Ovviamente, come nel nostro caso, si potrà andare a eliminare la selezione in eccesso usando la nostra amata selezione rapida. Oppure, sempre regole geometriche permettendo, usando lo stesso sottrai dalla selezione in alto a sinistra che ci viene offerto anche dalla selezione ellittica.

Se invece abbiamo un vettoriale chiaro, lineare, con colori definiti – insomma, se ci troviamo in paradiso – potremmo addirittura permetterci due strumenti che si trovano nella sezione Selezione della barra superiore, ovvero Intervallo colori e Area di interesse.

Come si evince dagli stessi nomi, uno traccia la selezione in base ai colori prescelti, mentre il secondo in base all’area di cui ci si vuole occupare. Questi, ovviamente, possono presentare sempre un margine di errore che si può ovviare unendo le diverse modalità di selezione, dato che l’impiego di una non esclude l’altra.

Ad esempio, per quanto il vettore possa sembrarci il paradiso, il lavoro del grafico – e soprattutto per quanto riguarda il duro compito dello scontornare – è fatto per lo più di delusioni e sconforto, e infatti la selezione, nel caso illustrato della selezione per Intervallo colori, non riconosce la differenza tra i nostri fucsia e rosso. Così facendo, avremo una selezione parziale che lascia fuori gli elementi cerchiati.

Niente panico: ormai la selezione rapida è la nostra migliore amica, nonché unica relazione affettiva che avremo mai in quanto grafici sull’orlo di un burnout, curvi davanti al computer quando fuori ci sono 40 gradi; inoltre, abbassando la tolleranza della selezione rapida, non rischiamo che Photoshop confonda ancora fucsia e rosso.

Superato questo daltonismo, si può fare lo stesso discorso anche nel caso della selezione per Area di interesse, che risulta un po’ più accurata dell’intervallo colori, ma che funziona bene solo per vettoriali o illustrazioni di per sé già definite, e che spesso lascia un lieve rimasuglio di sfondo sul bordo. L’opzione Sfuma bordo ci viene quindi in aiuto, almeno inizialmente.

A questo punto però ti accorgi che sono passate due ore, nella scelta dello strumento adeguato non hai ancora scontornato niente, il tuo amico dj assetato di fama richiede con insistenza la grafica e devi affrettarti: ti ha commissionato il lavoro oggi, ma la scadenza era due settimane fa.

Si devono allora rimandare gli altri strumenti sacri per la scontornatura: i più precisi, ma anche i più complicati. Poco male, tanto la scadenza per la prossima volta è solo due anni fa. Abbiamo tempo da perdere…