Sound Branding: come distinguersi con l’identità sonora4' tempo di lettura

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Esploriamone le potenzialità

Attirare i consumatori è da sempre complesso, e per questo i brand sono alla ricerca di nuovi metodi per distinguersi dalla concorrenza.
È infatti importante per un marchio puntare sulle immagini, ma anche la stimolazione degli altri sensi non va sottovalutata!

In particolare, si sta sempre più diffondendo nel mondo del marketing il sound branding . Questa “identità sonora” di un brand consiste in una melodia breve e caratteristica, posta all’inizio o fine di uno spot e sta assumendo al giorno d’oggi molta rilevanza anche tra gli utenti.
L’ingrediente principale per creare questi “audio logo”? Tanto studio!
Per creare un buon jingle sono necessari studi di molti mesi, affiancati persino da neuroscienziati. L’obiettivo finale è produrre un risultato che sia memorabile e incarni i valori del brand

Ma perché il sound branding ha così tanto potenziale?

  1. Attira facilmente l’attenzione del consumatore.
    Alcuni studi dimostrano come reagiamo più velocemente al suono, rispetto ad altre stimolazioni. Infatti la musica ha un processo molto emotivo, influenzando facilmente il nostro umore
  1. È una novità! 
    Nonostante esista da anni, non è ancora molto utilizzato. Siamo giornalmente bombardati da immagini e video e la forte sovraesposizione a questi elementi può facilmente farli perdere di efficacia. Utilizzare un mezzo alternativo può invece essere la chiave vincente per risaltare tra gli altri concorrenti.
  1. Suono e memoria sono fortemente legati
    Vi è mai capitato di canticchiare un motivetto nella vostra testa? Quando un suono è riprodotto più volte con lo stesso messaggio finiremo per memorizzarlo e associarlo al brand stesso. Inoltre sentiamo da 20 a 100 volte di più di quanto vediamo.
  1. La soglia dell’attenzione facilita il processo di memorizzazione.
    Quando un piccolo brano inizia il cervello mantiene alta l’attenzione fino alla fine, registrando anche tutte le altre informazioni comunicate in quel momento. La musica rafforza infatti la memorizzazione del prodotto.
  1. Crea bei ricordi.
    Se ben studiato, un suono può far rilasciare al nostro cervello dopamina. Questo creerà un legame emotivo con il marchio, consolidando il rapporto di fiducia con il cliente.

Alcuni esempi

INTEL

L’azienda è conosciuta principalmente per la creazione di chip per PC, ma si sta sempre più espandendo.
Intel ha sempre puntato sull’innovazione, come testimonia la creazione di questo audio logo già nel 1994. Può sembrare una melodia semplice, ma è composta da 20 livelli audio!
Nonostante abbia subito delle lievi modifiche col tempo, il jingle rimane iconico e trasmette alla perfezione la mission del brand.

20th CENTURY STUDIOS

Quale migliore intro che quella di un’orchestra?
La famosa fanfara risale al 1954, anche se già più di vent’anni prima si utilizzava una versione più corta. Nel corso del tempo sono state effettuate delle modifiche l’ultima risale al ‘97.

NETFLIX

Decisamente più breve rispetto alle intro delle case cinematografiche, riflette alla perfezione l’era “click-and-pay”.
Gli studi per creare un suono che preannunciasse “una storia da cinema proiettata in casa” sono durati un intero anno! Ormai però il famoso Ta-dum” è diventato iconico.

VISA

Per realizzare 1 secondo di audio è servito a Visa più di un anno di lavoro!
Il risultato è piaciuto molto, infatti secondo uno studio, l’80% degli utenti dichiara di provare più sicurezza nell’ascoltarlo durante il pagamento.

HYUNDAI

Il motivetto debutta nel 2016 al Salone dell’automobile di Parigi, dalla collaborazione tra l’azienda automobilistica sudcoreana e un’agenzia di branding audio tedesca. L’audio logo trasmette la volontà del brand di “rendere la mobilità moderna disponibile per tutti”.

Le nostre conclusioni 

L’utilizzo del suono valorizza l’esperienza del prodotto aumentandone l’utilità e il legame emotivo. Esso attira l’attenzione in un mondo in cui è ormai difficile farlo.
Il sound branding diventerà per questi motivi sicuramente un punto di forza sempre più rilevante.. Nella nostra era infatti i brand stanno puntando sempre di più a rendere l’esperienza utente a 360° e concentrarsi anche sull’udito è un buon modo per farlo.
Per il momento soltanto pochi sfruttano tutto il suo potenziale strategico, ma questo sta già cambiando! Saprai adattarti al cambiamento?

Gaia Scuratti – Area Comunicazione & Organizzazione Eventi

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