LO SVILUPPO DELLE COMMUNITY SOCIAL

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Una breve considerazione sul mutamento delle community sui social, dagli inizi fino all’oggi.

Sono oramai passati diciassette anni da quando venne lanciato Facebook, capostipite del modo odierno di intendere il social. Venne poi il 2006, in cui arrivarono Twitter e YouTube, nel 2010 Instagram e nel 2011 Twitch.

Gli aspetti più importanti dei social media sono la possibilità di condividere contenuti e di poterlo fare con altre persone, creando vere e proprie comunità. Il primo punto ha la naturale conseguenza nel secondo, concentrandosi in particolare intorno a singole pagine o creatori di contenuti. Qui si esaminerà il secondo aspetto e come è cambiato nel tempo, focalizzandosi su YouTube, che ha creato alcune delle community più vaste, attive e salde.

community social

DAL FAR WEST…

Si guarda ormai con nostalgia al passato. Lo sviluppo delle community sui social è stato molto simile al mutamento che il Far West ha avuto nella Storia Americana: all’inizio sregolato, inesplorato e anarchico ma ricco di possibilità, per poi diventare industriale e sempre più regolato.

Ovviamente le community cambiano di tipologia in base ai social. Ambienti come Reddit, Youtube e Twitch si basano proprio sulla creazione di comunità intorno ad un argomento, un canale o un singolo creator. YouTube è particolarmente calzante per notare il mutamento nel tempo delle community: inizialmente si era davanti ad un terreno nuovo e inesplorato, senza regole, non si cercava la fortuna (agli inizi non si poteva neanche guadagnare dai video), ma si usava la piattaforma per parlare delle proprie passioni o per divertirsi con gli amici. Sicuramente con immagini sgranate, audio ovattato o rimbombante e senza grandi progetti in mente.

Così la community non poteva che essere diversa da oggi. Ma bisogna distinguere cosa si intenda per community: si parla di chi crea contenuti o di chi li guarda? Nel primo caso si è di fronte ad un tempo in cui vi erano meno canali, pochi rispetto ad oggi. Chi aveva un numero di iscritti alto finiva per conoscere anche gli altri e fare così progetti insieme. Queste social community raccoglievano persone che parlavano di argomenti diversi, ma accomunate dalla voglia di fare e di costruire un progetto insieme.

Vari sono gli esempi di questi incontri. Per citarne alcuni: il video E se YouTube Italia fosse andato in un’altra direzione? Di Dario Moccia, oppure il video ChatRoulette 9 feat Yotobi dei Fancazzisti Anonimi. Come nel Far West, non vi erano regole; si parlava di tutto e senza fare attenzione a parolacce, argomenti rischiosi o temi scabrosi.

Particolare è invece la seconda tipologia di community: chi i contenuti li guarda. Questi si aggregano intorno al creator in un dialogo continuo e caratterizzato dalla parità tra pubblico e intrattenitore. Ancora chi era famoso su internet non era una star.

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… AL PARCO GIOCHI…

Pian piano questa galassia si è espansa. Sempre più content creator, sempre più tipologie di contenuti, sempre più di tutto. Molti di quelli che c’erano agli esordi hanno continuato, tenendo o mutando il loro format, sperimentando, crescendo… Tuttavia – e ancora YouTube in questo è preponderante – i nuovi contenuti più visti prendono una fanbase con un’età sempre più bassa.

Aumenta esponenzialmente il numero di contenuti per bambini, da 11 a 4 anni di età. Canali colorati, accesi e una qualità video alta poiché dietro vi sono grandi produzioni, oppure canali che mutano a seconda del loro pubblico. Esempi del primo caso sono 123 Go!, del secondo i Me contro TE. Che questo tipo di intrattenimento sia buono o meno per i più piccoli non è il tema di questo articolo, ma una certezza è che ha molto successo e basta guardare le tendenze per capirlo.

Tale processo ha aumentato moltissimo il flusso di persone sulla piattaforma, però non ha portato alla creazione di una particolare community. Chi fa questi contenuti raramente crea gruppi con altri colleghi, succede in singoli video ma non in progetti che hanno la grinta sopracitata. Particolare è il caso dei bambini che, essendo di tenera età, finiscono per fidelizzarsi molto a chi seguono, citandolo se non imitandolo nei gesti, nelle battute e negli interessi (non che un bambino cominci a parlare e comportarsi come Luì dei Me contro TE, ma imiterà alcune caratteristiche che gli piacciono).

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… PIENO DI COSMI

Ma non ci sono solo i grandi numeri. Essendo aumentato il numero di persone che creano contenuti, essi sono di qualsiasi genere possibile. Spuntano canali più piccoli che parlano degli argomenti più vari: dalla politica alla storia, dalla biologia al teatro, dall’esplorazione spaziale alla filosofia. Alcuni di questi sono anche riusciti a crescere in maniera importante.

Si fa sempre più cultura su internet, con persone che mettono passione e dedizione in quello che fanno, portando ciò che più piace loro. Nomi come Roberto Mercadini, GioPizzi, Link4Universe, Breaking Italy, e tanti altri. Alcuni più storici sono invece riusciti a rinnovarsi portando grande qualità, come Yotobi o Parliamo di Videogiochi. Tra di loro vi è un forte interesse ad incontrarsi, fare progetti insieme che, assai spesso, escono da YouTube: spettacoli teatrali, podcast, live.

Sempre interessanti sono le community intorno a loro che spesso sono lì per dialogare. Si cerca di creare uno spazio culturalmente vivo e stimolante, operazione molto più difficile a dirsi che a farsi. Ed in questo caso non si può non guardare indietro ai primi tempi dei social, in cui gli utenti erano pochi e si faceva video per parlare di ciò che più piace.

In conclusione, si può notare quanta varietà sia possibile e, soprattutto, quanto il cambiamento sia continuo. Le community social sono varie, mutano nel tempo perché le persone crescono, cambiano, si annoiano di ciò che guardavano un tempo, cercano novità.

Come sarà Internet tra 5 anni? Chi saranno i nuovi content creator? Sarà sempre più un luogo per bambini o muterà anche questo? Domande da affidare solo al tempo.

Luca Pacchiarini – Area Comunicazione